Si è tenuta stamane la prima metà dell’appuntamento a Sestri Levante con la 24esima Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie, manifestazione organizzata da Libera Liguria.

Vittime delle mafie, la manifestazione a Sestri

Di fronte al Municipio, a conclusione del corteo avviatosi in piazza della Repubblica, sono stati letti gli oltre mille nomi delle vittime di mafia: un tema particolarmente di rilievo nel Tigullio se si pensa al caso dei Conti di Lavagna, dove il Comune è stato sciolto proprio per infiltrazioni mafiose targate ‘ndrangheta. Presenti rappresentanti istituzionali locali e regionali – fra cui la vicepresidente della Regione Sonia Viale – e ragazzi delle scuole arrivati da tutta la Liguria. Nel pomeriggio, a partire dalle 15, si prosegue all’ex convento dell’Annunziata con il convegno dedicato proprio alle mafie in Liguria.

Pastorino: «In Liguria la criminalità organizzata è un’emergenza»

«In Liguria la criminalità organizzata è un’emergenza. Il report presentato da Libera dimostra inequivocabilmente che dal 1954 si registra nella nostra regione una presenza diffusa della ‘Ndrangheta: in alcune zone, soprattutto nel ponente, si presenta molto radicata e, purtroppo, molto efficiente nel movimento terra, nei rifiuti e in numerosi appalti. Una situazione grave e troppo taciuta, che chiama in causa non solo la capacità d’intervento della magistratura, ma anche l’impegno civile di tutta la cittadinanza. È infatti noto che l’omertà, insieme all’intimidazione, sia lo strumento che queste organizzazioni malavitose sfruttano per infiltrarsi e imporsi sui territori», scrive al riguardo il capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino, anch’egli presente alla manifestazione.

Leggi anche:  Strada per Portofino, oggi sopralluogo

«La manifestazione di oggi a Sestri Levante segna un momento importante – continua Pastorino – molti i giovani in piazza; inoltre, la presenza delle organizzazioni sindacali, delle associazioni, di una parte della politica, dimostra che questa regione non voglia cedere al ricatto mafioso. Ora però bisogna passare ai fatti, sempre di più: gli atti politici devono riflettere la volontà di un maggior controllo, sostenendo e agevolando l’attività investigativa delle forze dell’ordine. Chi governa questa regione deve dimostrarsi consapevole che la criminalità organizzata può annidarsi ovunque: pensiamo, ad esempio, al fatto che Lavagna sia l’unico comune del nord Italia attualmente sciolto per mafia».

«Tirando le somme: la vera emergenza sicurezza in Liguria è rappresentata dalle mafie – conclude Pastorino –. Chi punta il dito sull’immigrazione dovrebbe leggere i dati pubblicati dall’Osservatorio Boris Giuliano su MafieinLiguria.it».