Capurro critico in consiglio sulla presenza di vigili che hanno preso ad usare, nel regolare il traffico, mascherine contro lo smog: scoppia il caso.

Mascherine: diritto (e dovere) dei lavoratori, o spettacolo che «spaventa i turisti»?

I botta e risposta rimbalzati fra giovedì sera e la giornata di ieri fra le parti in causa a Rapallo hanno avuto del grottesco: tutto provocato da una mascherina. O meglio, da un commento appunto giovedì sera in consiglio comunale da parte del consigliere ed ex sindaco Armando Ezio Capurro: «Si parla tanto della Rapallo turistica, e poi mettete agli incroci vigili con le mascherine antismog: che idea si faranno i turisti che arrivano da noi?». A replicare, manifestando solidarietà agli agenti di polizia municipale, è stato immediatamente il sindaco Carlo Bagnasco, seguito da un comunicato della UIL che rivendica il diritto (sacrosanto) dei vigili di tutelare la propria salute. Ma anche un «dovere» nei confronti dell’amministrazione stessa.

Del resto la cosa dovrebbe essere scontata: certo, il tema inquinamento a Rapallo è delicato, sebbene da tempo in città non si superino più le soglie di sicurezza di smog e benzene, ma per un vigile obbligato a restare sino a sei ore nel bel mezzo del traffico, esposto direttamente e continuamente agli scarichi delle auto, un “pericolo” c’è, e tutelarsi come qualsiasi altro lavoratore il cui mestiere lo espone a fumi o gas appare naturale. E il problema a Rapallo, per i vigili, ultimamente è sicuramente incrementato, visti i cantieri che causano congestioni del traffico e ne richiedono la presenza costante sulle strade. Sulle pagine del Secolo XIX di oggi il sindaco Bagnasco propone anche l’alternativa di incrementare la turnazione di modo che ciascun agente non debba passare l’intero turno lavorativo in strada. Un’idea che piace al Diccap, ma di cui va verificata la fattibilità in rapporto all’organico effettivamente disponibile.

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Nel frattempo la UIL non ha dubbi: «I turisti certo non diminuiranno per aver visto un agente in mezzo al traffico con la mascherina, nell’adempimento del proprio dovere».