In questo strano, stranissimo 25 aprile, festa della Liberazione che qualcuno riesce oggi a definire “divisiva” (e sarebbe sufficiente fermarsi a chiedersi, davvero, “divisiva fra chi?” per comprendere l’inquietante sottotesto di tale affermazione), non mancano neppure nel Levante genovese accadimenti che certo non contribuiscono ad uscire dalla montante isteria di massa.

Uscio, striscione contro Salvini

La comparsa stamani ad Uscio di uno striscione contro Salvini, velatamente minaccioso e con richiami alla simbologia non certo solo appartenente alla Resistenza bensì anche al brigatismo, ha infatti sollevato le proteste della Lega Nord ligure. Così commenta Franco Senarega, capogruppo regionale del Carroccio: «Il 25 aprile in Liguria si è aperto con uno striscione dei “democratici” che seminano odio e minacciano il ministro Matteo Salvini, appeso nel centro di Uscio in provincia di Genova. Il testo corredato da una stella a cinque punte, simbolo dei terroristi delle BR durante gli anni di piombo, recita: “Salvini attento ancora fischia il vento, onore alla Resistenza”. Secondo quanto riferito dai carabinieri, che stamane hanno rimosso lo striscione, gli autori dell’inquietante gesto hanno agito la notte scorsa. Sul posto sono intervenuti anche gli investigatori della Digos che hanno avviato un’indagine per risalire ai responsabili. Non ci fate paura, ci fate solo pena».

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Cerimonie e festeggiamenti per la Liberazione d’Italia, intanto, continuano ovunque: celebrazioni condivise da tutti i discendenti di quei valori che si opposero al regime nazifascista: comunisti, socialisti, (demo)cristiani, repubblicani, liberali, persino monarchici. Sotto la tetra cappa di una strisciante “divisione” che non dovrebbe poter esistere.