La strada è tracciata: “Dichiarazione dello stato di emergenza e nomina di un commissario straordinario”. Parola del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli  in visita oggi nel Tigullio.  “Chiediamo ai Comuni di quantificare il prima possibile i danni affinché, dopo la dichiarazione dello stato emergenza ci si possa attivare. L’obiettivo è tornare alla normalità quanto prima e comunque in tempo utile per permettere di affrontare la stagione turistica, già a primavera”.

Applicare il “modello Genova” per Tigullio e Liguria

“Il dopo tragedia di Genova penso che rappresenti un modello corretto di intervento da parte del Governo – ha aggiunto – Sono stati trovati i soldi in tempi record, soldi che permetteranno alla città di essere ancor più bella e più forte di prima con circa 1 miliardo di stanziamenti a vario titolo e la nomina del commissario straordinario. Il decreto Genova verrà approvato nei prossimi giorni e credo che questo stesso modello dovrà essere utilizzato in questa ed altre situazioni di emergenza, potrà quindi essere replicato anche qui per poter tornare in tempi celeri alla normalità”.

Proroghe alla Bolkestein per la ricostruzione costiera

“I nostri sindaci si sono attivati e tutte le procedure di somma urgenza possibili sono state avviate – ha puntualizzato il governatore Ligure, Giovanni Toti – Abbiamo già inviato una nota al Governo, che continueremo ad aggiornare, per quantificare i danni della fase 1, quella di Protezione Civile, e preparaci ad affrontare la più complessa fase 2. L’ammontare dei danni è elevatissimo in tutta Italia, capisco che sarà difficile concentrarsi sulla Liguria, ma credo che occorra valutare seriamente la proposta dei sindaci che hanno chiesto di trattenere il gettito Imu per far fronte alla ricostruzione. Credo che il quadro normativo vada snellito il più possibile, anche pensando a deroghe alla Bokestein che ad oggi non da alcuna certezza a chi dovrà investire in proprio. Credo che, come ha fatto la Germania per l’alluvione di quattro anni fa, si possano valutare proroghe”. Un’opzione ritenuta percorribile anche dal ministro Toninelli che tuttavia puntualizza: “La questione balneari e concessionari demaniali andrà trattata a Palazzo Chigi e non solo da parte mia”.

Leggi anche:  Troppi infortuni sul Monte di Portofino, Senarega (Lega): occorre portare avanti azioni di prevenzione e sensibilizzazione nei confronti degli escursionisti

Giampedrone: Le dighe dei porti sono una priorità

Fatta salva la ricostruzione dell’ex provinciale per Portofino, da tutti individuata come priorità assoluta, le forze devono concentrarsi anche sulla ricostruzione delle dighe portuali. “Credo che il tema della difesa dal mare sia uno di quei temi su cui far fronte, già nell’imminente decreto emergenza – ha commentato Giacomo Giampedrone –  Oggi le dighe danneggiate non consentono più di proteggere gli abitati e le attività. Dobbiamo riadattare le difese dal mare con un altro tipo di visione, occorrerà riprogettare tutto, ma credo che questi interventi debbano essere già inseriti nella prima fase del decreto di emergenza”.

Ribadito l’appello dei sindaci: “Lasciateci l’Imu”

Tra le fonti di finanziamento per il dopo emergenza, Toninelli non esclude la possibilità di attivare il fondo di solidarietà dell’Unione Europea, ma resta ancora in sospeso la questione sollevata dai sindaci circa la possibilità di trattenere, in via eccezionale, l’intero gettito Imu per far fronte alla ricostruzione: “Sarà un tema che verrà affrontato nel prossimo Consiglio dei Ministri”, assicura Toninelli.

“La fase A ha funzionato alla perfezione, ma ora ci giochiamo la ripresa – ammonisce il sindaco Carlo Bagnasco – Oggi siamo qui con un’attenzione mediatica importante, ma domani resteranno solo i piccoli sindaci a ricevere chi ha perso il lavoro e chi non riesce a ripartire. Abbiamo le spalle larghe, ma dobbiamo dare risposte. Abbiamo formulato proposte al Governo come quella di trattenere il gettito Imu e attingere dagli avanzi di gestione. Non possiamo però permetterci di perdere tempo. Non dirò quindi la solita frase di rito del “non dimenticatevi di noi”, potete anche dimenticarci, ma fateci avere i soldi per ripartire”.