Il Consiglio regionale della Liguria ha respinto la modifica della legge sulla disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi.

La bocciatura

La proposta arrivava dal M5S per rafforzare il controllo della Regione sui consorzi che rilasciano i tesserini per la raccolta.

Con 23 voti contrari (maggioranza di centro destra, Pd e Liguri con Paita) e 6 a favore (Mov5stelle e Rete a Sinistra&liberaMente Liguria) è stata respinta la proposta di legge 193 del 2018, presentata da Fabio Tosi (Mov5Stelle) e sottoscritta da tutti i componenti del gruppo, “Modifica alla legge regionale 11 luglio 2014 n.17 “Disciplina della raccolta dei funghi epigei”. Il provvedimento introduce l’obbligo di una precisa rendicontazione da parte degli enti gestori alla Regione delle somme incassate dalla vendita dei tesserini inserendo le spese generali, di sorveglianza e custodia, accompagnata da una relazione preventiva, sugli obiettivi futuri previsti e sull’utilizzo delle somme vincolate.

Il testo introduce, inoltre, il concetto della “Gestione provvisoria” ai consorzi dei terreni abbandonati, che spesso si trovano interclusi tra i fondi appartenenti agli enti gestori, salvaguardando così i diritti del proprietario del fondo. Il provvedimento, inoltre, elimina l’obbligo di contiguità dei territori aderenti ai consorzi e nell’autorizzazione regionale agli enti gestori vengono distinte la raccolta a fini economici, riservata ai soggetti consorziati o soci partecipanti, e la raccolta riservata anche a terzi, tramite il rilascio di un tesserino autorizzativo.

Leggi anche:  Gandolfo: «Il Cafè Alzheimer è il fiore all’occhiello per la nostra comunità»

La proposta rivede, inoltre, l’iter autorizzativo richiesto alla Regione e modifica il sistema sanzionatorio secondo un principio di gradualità al posto dell’immediata revoca dell’autorizzazione in caso di inadempienze.

“Mettere mano alla legge era doveroso per svariati motivi: oltre ad affrontare il nodo della contiguità delle particelle di ciascun Consorzio (requisito ritenuto ottimale ma non assolutamente obbligatorio), sono state previste modifiche importanti per la gestione dei terreni ‘silenti’ o abbandonati che si trovano nei territori consortili. Modifiche che avrebbero permesso ai Consorzi di gestire provvisoriamente quei terreni, con possibilità di rinnovo della gestione, a patto di curarli e mantenerli con la stessa solerzia e cura previste per i terreni consortili. La PdL avrebbe poi permesso di risolvere positivamente anche le criticità circa il rendiconto annuale di ciascun Consorzio sui proventi derivanti dalla vendita di tesserini per la raccolta funghi: andava migliorata, soprattutto nell’ottica della trasparenza, per poter verificare che ciascun Consorzio utilizzasse, come da normativa vigente, il 50% dei proventi per la cura e salvaguardia dei territori di loro competenza. Se vogliamo chiudere un occhio su questo aspetto, ne prendo atto ma la ritengo una scelta profondamente sbagliata” ha affermato il consigliere regionale Fabio Tosi, primo firmatario della proposta di legge