Sono ormai in via di completamento le procedure necessarie ad avviare il dragaggio dell’area antistante il barcasilo a Recco.

Recco, il punto sul dragaggio

Facciamo il punto con l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Rotunno: «Nelle scorse settimane è arrivato l’esito degli esami sui campioni di materiale che avevamo prelevato all’interno dell’area portuale, lato levante. Fortunatamente i risultati sono stati confortanti e visto che non vi sono tracce di inquinamento significativo, non abbiamo l’obbligo di smaltire in discarica quanto dragato, con conseguente e significativo abbattimento dei costi dell’intera operazione».

Il materiale in eccesso presente sul fondale davanti al barcasilo non potrà però essere usato per il ripascimento delle spiagge perché, pur non presentando tracce di inquinamento, ha una granulometria troppo fine non compatibile con la tipologia a ciotoli prevalente sul nostro litorale. «In questo caso – spiega ancora l’assessore Giuseppe Rotunno – la legge regionale ci consente di spargere il materiale dragato su un’area circostante, fino ad una distanza di 500 metri dal punto di raccolta. Mediante l’utilizzo di una sorbona, aspireremo quindi il materiale in eccesso presente all’interno del molo e lo depositeremo all’esterno, in mare aperto, su una superfice tripla rispetto a quella di prelievo».

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Complessivamente verranno asportati 600 metri cubi di materiale, abbassando il livello del fondale di un metro abbondante rispetto all’attuale. I lavori, appaltati ad una ditta specializzata del settore, verranno effettuati ragionevolmente nel corso del mese di aprile, o comunque non appena arriverà l’autorizzazione da parte della Regione, alla quale è già stata inviata la richiesta corredata dalla necessaria relazione tecnica.
«Ho ritenuto opportuno e doveroso – conclude l’assessore Rotunno – inviare anche una richiesta di contributo economico alla società battellieri “Golfo Paradiso” di Camogli. Se è infatti vero che offrono un importante e ben accetto servizio, è altrettanto vero che non pagano nulla per l’attracco al nostro molo e che una delle concause dell’insabbiamento è rappresentata proprio dalla spinta esercitata dalle eliche dei loro battelli».