Il 17 febbraio l’Amministrazione comunale di Recco rende omaggio alle vittime delle foibe
Il sindaco Gandolfo: “Il Parlamento modifichi la legge per revocare l’onorificenza a Josip Broz Tito”. Nella settimana in cui si celebra il “Giorno del Ricordo”, il 13 febbraio il Consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi sulla mozione presentata dal primo cittadino.

Oggi è il “Giorno del Ricordo”. Anche Recco si conserva e si ricorda la memoria dell’esodo di 350mila Istriani, Fiumani e Dalmati e di tutte le vittime delle foibe con l’incontro di riflessione in programma lunedì 17 febbraio alle ore 10, presso la sala del consiglio comunale. Il sindaco e l’Amministrazione comunale invitano tutta la cittadinanza alla cerimonia commemorativa che sarà aperta dagli interventi di Fabio Nardi, componente del direttivo genovese dell’A.N.V.G.D., Alessandro Pellegrini storico locale e profugo fiumano, Petra di Laghi autrice del volume “Profughi d’Italia, 1943-1955. Il dramma dei giuliano-dalmati dalle foibe ai Centri di raccolta. L’accoglienza a Genova e in Liguria”. Al termine della cerimonia verrà apposta una corona di alloro alla lapide in ricordo delle vittime dei bombardamenti, posta nell’atrio del Palazzo Comunale.
Intanto 13 febbraio il consiglio comunale di Recco sarà chiamato a esprimersi su una mozione del sindaco Carlo Gandolfo per revocare l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana, conferita nel 1969, al dittatore jugoslavo Tito, principale responsabile della pulizia etnica degli italiani della Dalmazia e della Venezia Giulia. Nel documento il sindaco rimarca l’evidente contraddizione tra l’istituzione del “Giorno del Ricordo”, con cui si riconosce il dramma delle foibe, e la permanenza del maresciallo Tito, colpevole di aver infoibato migliaia di italiani, tra le figure insignite da titoli di merito. Nella mozione si invita il Parlamento “a modificare la legge n. 178 del 1951 che regolamenta la concessione e revoca delle onorificenze, per permettere la cancellazione dei titoli di merito della Repubblica italiana anche a persone già decedute che in passato si sono macchiate di gravi crimini contro l’umanità, in particolare a Josip Broz Tito per i crimini perpetrati contro le popolazioni italiane e venete in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia”.
“La ferita è ancora aperta per nostra la comunità – dice il sindaco Carlo Gandolfo – perché a Recco trovarono rifugio, tra il 1946 e il 1964, 300 profughi Giuliano Dalmati, esuli dalla loro terra a causa della feroce pulizia etnica condotta dai soldati di Tito. Noi conserviamo e rinnoviamo la memoria di questa immane tragedia con maggiore partecipazione e siamo vicini alle istanze politiche dell’Unione degli Istriani che, attraverso il suo presidente Massimiliano Lacota, mi ha rivolto la proposta di adottare questa mozione per sensibilizzare il Parlamento”.