Fra i temi e le priorità emerse nel corso dei sopralluoghi delle scorse ore nel Tigullio effettuati dal governatore ligure Toti, dall’assessore alla protezione civile Giampedrone, così come dal parlamentare Traversi e dal viceministro alle infrastrutture Rixi, vi è quello di un ulteriore rischio per Rapallo, già la più duramente colpita – almeno per entità economica totale dei danni – dalla mareggiata del 29 e 30 ottobre scorsi. Come riepiloga il Secolo XIX di stamani, si tratta del pericolo inquinamento: sono infatti oltre 200 i relitti affondati o incagliati nello specchio d’acqua antistante la città, in gran parte yacht di varia dimensione, e molti di questi hanno i serbatoi pieni di carburante. Molti, anzi, avevano da poco fatto il pieno, in vista del ponte di Ognissanti: migliaia e migliaia di litri di idrocarburi a rischio sversamento dai vascelli arenati e già gravemente danneggiati. Come sottolineato dal Sindaco Bagnasco, il ruolo del Comune è ora quello di apprestare il più in fretta possibile le panne anti inquinamento, ma lo svuotamento urgente dei serbatoi a rischio spetta anche e soprattutto agli armatori privati: già ieri una macchia di gasolio tra Santa Margherita e Rapallo ha fatto scattare l’intervento della Capitaneria. Si tratta insomma di una corsa contro il tempo a cui tutti debbono compartecipare, affinché i danni già enormi patiti – nella sola Rapallo si stimano almeno 50 milioni di euro – non aumentino esponenzialmente sotto il profilo ambientale.