A Genova la cerimonia di commemorazione in ricordo delle 43 vittime del crollo di ponte Morandi nel capannone sotto la nuova pila 9 del viadotto.

Il ricordo

La cerimonia di commemorazione per le vittime del crollo di ponte Morandi si è interrotta alle 11:36, ora della tragedia. Campane a lutto, il suono delle sirene delle navi in porto e i clacson dei tassisti hanno ricordato la tragedia.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dagli applausi, ha abbracciato i familiari delle vittime prima dell’inizio della commemorazione delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi. Non tutti i familiari delle vittime hanno partecipato alla cerimonia. Alcuni hanno definito la commemorazione una passerella di politici.

“Oggi è il giorno del dolore, perché ricordiamo le 43 vittime, per le quali speriamo e pretendiamo che ci sia presto una giustizia , ma è anche il giorno dell’orgoglio perché un anno dopo Genova si è risollevata e tutto quello che poteva essere fatto, è stato fatto”.

Sono le parole pronunciate dal presidente della Regione Liguria e commissario per l’emergenza Giovanni Toti nel corso della commemorazione che è stata officiata dal cardinale di Genova arcivescovo Angelo Bagnasco, nell’hangar trasformato in chiesa, erano presenti i 200  familiari delle vittime insieme al Presidente della Repubblica, il premier Conte, i vicepremier Di Maio e Salvini, i ministri Tria, Stefani, Bonafede e il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione Marco Bucci.

“Il primo abbraccio di ogni donna e uomo della Liguria – ha continuato Toti –  va a chi oggi è qui e ha perduto un familiare in quel tragico crollo di un anno fa. Vi assicuro che ogni giorno di questo anno abbiamo lavorato tutti per essere all’altezza del vostro dolore e di quel ricordo, per una morte assurda e inspiegabile che è diventata una terribile fatalità per voi”.

“Poi è il giorno del dolore – ha aggiunto il presidente della Regione Liguria –  io credo che il vostro dolore non si sanerà mai, come non si sanerà mai il dolore per chiunque abbia vissuto quella giornata. Mi rivolgo pertanto a lei Presidente della Repubblica che ha seguito giorno dopo giorno la nostra vicenda con tanta cura. Il dolore dell’Italia si può lenire solo con la verità che un tribunale può pronunciare. La strage di Genova non può rimanere uno dei troppi avvenimenti italiani dove c’è poca verità. Il dolore della Repubblica si sanerà quando sapremo cosa è successo e conosceremo le responsabilità”.

“Ma oggi è anche il giorno dell’orgoglio – ha proseguito – perché quest’anno abbiamo fatto tanto insieme, abbiamo lavorato ognuno con le sue differenze. Ringrazio pertanto tutte le Istituzioni dello Stato, i Vigili del Fuoco che sono intervenuti per primi e tutte le divise, fino a tutti coloro che hanno lavorato con grande generosità per far sì che la nostra Regione e la nostra città si riprendessero in fretta”.

Il Presidente Toti ha citato per ultimo “la pila, un termine che è diventato famoso e che vediamo crescere alle nostre spalle, il simbolo di ciò che si può fare quando si lavora tutti insieme. E la rappresentazione del sogno di una comunità che può diventare realtà. Quindi con il dolore di oggi vi dico continuiamo a sognare insieme perché il traguardo non è lontano”.

Le polemiche

Alla commemorazione c’era anche l’Ad di Atlantia ed ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, tra gli indagati per il crollo. Presente anche l’attuale ad di Aspi Roberto Tomasi. Con Castellucci sono arrivati anche Gianni Mion presidente di Edizione e Giuliano Mari, presidente di Aspi. Secondo quanto appreso la delegazione di Autostrade per l’Italia sarebbe stata invitata dal Commissario Marco Bucci. Dopo poco, però, la delegazione ha lasciato il capannone: alcuni familiari delle vittime avrebbero chiesto al premier Conte che la delegazione Aspi non partecipasse alla cerimonia. La delegazione è stata informata e per rispetto della volontà dei familiari la delegazione si è allontanata.