Anche il consigliere regionale Claudio Muzio interviene nel botta e risposta fra Giancarlo Mordini e l’Asl 4, dopo che quest’ultima ha replicato negativamente alle proposte avanzate dal Comitato Malati presieduto da Mordini attraverso la stampa locale.

Muzio: «Quelle di Mordini ingerenze»

«Sul tema dell’organizzazione del sistema sanitario nell’ASL4 – dichiara Muzio – concordo al 100% con l’intervento del direttore generale, dott.ssa Bruna Rebagliati, che ha replicato puntualmente e con chiarezza alle dichiarazioni di Giancarlo Mordini, presidente del Comitato Assistenza Malati del Tigullio». Muzio definisce «incaute ingerenze» quelle che «da tempo osserva da parte del Comitato guidato da Mordini nella politica sanitaria dell’Asl4 Chiavarese».

Il consigliere parla di ingerenze perché «è lo stesso Statuto del Comitato Assistenza Malati Tigullio Onlus a definire per l’ente un’altra missione rispetto a quella del fare politica sanitaria attiva. Il presidente Mordini, invece, deborda da queste direttive: nel dicembre 2015, in una pubblica assemblea molto partecipata all’Auditorium San Francesco di Chiavari, attribuiva all’Amministrazione regionale Toti, appena insediata, la decisione di chiudere l’ASL4. Affermazione drasticamente smentita dai fatti, salvo poi assistere al goffo tentativo, da parte dello stesso Mordini, di intestare la salvezza dell’ASL alla componente PD in Consiglio Regionale, con travisamento totale della realtà: fu proprio il gruppo PD, infatti, ad avanzare per iscritto la proposta di chiudere l’ASL4, e fu la maggioranza che sostiene il presidente Toti a rigettare in modo compatto tale proposta. Al riguardo sono disponibile ad un confronto pubblico con il presidente Mordini e a produrre gli atti che comprovano le mie affermazioni».

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Muzio punta anche il dito contro «l’acquisto, da parte del Comitato, di un’intera pagina di un noto quotidiano locale per dare voce a quelle che io considero, come ho detto anche alla luce dello Statuto, un’autentica ingerenza». Secondo Muzio «il presidente Mordini, con queste ed altre iniziative, ha via via superato quelli che dovrebbero essere i compiti e la missione di un ente quale il Comitato, trasformandolo in un attore politico. Questo non rappresenta di certo un valore aggiunto. Ho il massimo rispetto per tutte le persone che si rivolgono al Comitato per avere assistenza – conclude il consigliere regionale – ma allo stesso tempo penso che debbano essere le istituzioni a garantire ai malati i diritti che gli appartengono, senza bisogno di intermediazioni. In questa direzione va e andrà il mio impegno in Consiglio Regionale e in Commissione Sanità».