Sono entrate in vigore il 7 gennaio le regole previste dal “Plastic Free Challenge”, l’iniziativa lanciata dal Ministero dell’Ambiente per l’eliminazione della plastica monouso a cui il Comune di Rapallo ha aderito a seguito della proposta avanzata in Consiglio il 12 settembre scorso da Isabella De Benedetti e approvata all’unanimità. A fine anno erano state poi varate le linee guida per la progressiva eliminazione dei prodotti plastici usa e getta come piatti, cannucce, bicchieri, posate, bottigliette e quant’altro. Il provvedimento sembra però non essere stato ancora recepito chiaramente dai commercianti rapallesi che ancora, in gran parte, devono attrezzarsi con i surrogati compostabili di questi prodotti.

Plastica usa e getta bandita dal 7 gennaio: si è partiti, ma i commercianti non lo sanno

Il provvedimento interessa tutti gli esercenti di attività commerciali, artigianali e di somministrazione di alimenti e bevande, gli operatori del commercio su aree pubbliche, sia in sede fissa sia in forma itinerante (inclusi catering e balneari) che dovranno impiegare esclusivamente materiale biodegradabile o riutilizzabile. Stesso principio valga per le feste pubbliche e sagre o per i pasti all’aperto. La prima fase del progetto, tuttavia, introduce il divieto di consumo di plastica monouso non biodegradabile o non biocompostabile lungo la fascia costiera e il lungomare cittadino dove – quindi – dal 7 gennaio scorso non dovrebbe più avvenire la distribuzione di prodotti plastici. Vista tuttavia la disinformazione dei primi giorni (con la complicità delle associazioni di categoria che, salvo una prima invettiva, non hanno sparso la voce tra i propri aderenti – ndr) il Comune avvierà una campagna di sensibilizzazione. Ed è proprio il Comune che, dal canto suo, ha già avviato la progressiva eliminazione della plastica non compostabile presso tutte le sedi ed uffici dell’ente. «Impegnamoci tutti assieme – invita il sindaco Carlo Bagnasco – per ridurre la produzione di rifiuti e l’impatto sull’ambiente!»