Futuro del Museo “Parma Gemma”di Casarza, iniziativa di Muzio in Regione.

Il museo di Stagnaro: «un patrimonio che non deve andare perduto»

Dopo la recente scomparsa di Angelo Stagnaro, fondatore, proprietario e direttore del Museo Mineralogico “Parma Gemma” di Casarza Ligure, l’ex sindaco ed oggi consigliere regionale di Forza Italia Claudio Muzio ha deciso di presentare un ordine del giorno che ha come obiettivi la salvaguardia della collezione, costituita da diverse decine di migliaia di esemplari, e la sua permanenza nel territorio casarzese.

«Il Museo “Parma Gemma” – dichiara Muzio – pur essendo di proprietà privata è censito dall’Istat, dalla Regione Liguria ed è riconosciuto dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) all’interno del repertorio dei musei italiani di Scienza della Terra. Ideato, organizzato e custodito con infinita passione da Angelo Stagnaro in tanti anni di attività, costituisce infatti un vero patrimonio di cultura mineralogica, ambientale e scientifica. Un patrimonio che oggi va protetto e non deve andare disperso».
«Stagnaro – prosegue il consigliere regionale di Forza Italia – per decenni ha presentato e rappresentato il suo bagaglio culturale e di ricerca con pubblicazioni, conferenze, proiezioni di diapositive ed esposizioni, sia nelle piazze di molti paesi che nelle scuole di ogni ordine e grado, nell’entroterra come in riviera. Con la sua collezione e con questa sua opera divulgativa, Angelo ha di fatto svolto un servizio pubblico di cui tutti debbono essergli grati e per cui egli è stato giustamente insignito di importanti onorificenze, tra cui quella di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana “per la sua instancabile attività di ricercatore e divulgatore della mineralogia”».
«Per tutti questi motivi – conclude il consigliere Muzio – chiedo alla Regione di attivarsi, anche presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, affinché vengano intraprese tutte le possibili azioni finalizzate alla salvaguardia del Museo “Parma Gemma” e alla sua permanenza nel territorio di Casarza Ligure, stante la dichiarata disponibilità del Comune ad ospitarlo».