Seguire un veicolo direttamente su una mappa, vedere dove va, dove si ferma, dove si trova può essere utile in molteplici situazioni. Non solo per una questione di sicurezza del proprio mezzo, ma anche per controllare, per esempio, il parco veicoli della propria azienda. Come si fa? Grazie a un sistema di tracciamento.

Questo dispositivo è un sistema di radio navigazione su scala mondiale, cioè il Global Positioning System, meglio conosciuto da tutti come GPS. Originariamente sviluppato a scopo militare oggi questo tipo di applicazione viene impiegata per molteplici scopi di natura differente, quello che hanno in comune è comunque l’essere una forma di controllo di localizzazione.

Alla base di questo sistema c’è il localizzatore. Un piccolo dispositivo che, in costante comunicazione con i satelliti, manda in tempo reale informazioni sulla sua posizione. L’utilità di avere un localizzatore montato su veicoli come auto, moto, camion, o con i propri figli o fra la propria attrezzatura in montagna è facilmente comprensibile. Le aziende che producono sistemi come questi sono oggi diverse, ma ovviamente non sono tutte uguali. Fra i più famosi oggi ci sono sicuramente i sistemi di tracciamento Webfleet, un’azienda oggi leader in questo mercato.

Sistema di tracciamento sui veicoli

Il GPS può avere diverse utilità installato sui veicoli.

  • Controllo antifurto: se si ha un localizzatore sulla propria auto, sulla propria barca o moto, per esempio, si potrà rintracciarla in caso di smarrimento o furto, anche insieme alle forze dell’ordine, immediatamente. In questo modo si avrà la possibilità di recuperare il mezzo facilmente, anche se è stato condotto in luoghi poco frequentati, sconosciuti o distanti.
  • Controllo logistico: il GPS messo sul parco automezzi di un’azienda di trasporti, per esempio, può consentire alla logistica di gestire al meglio il settore dei trasporti comunicando con chi attende i camion in relazione alla situazione, a ritardi e al rispetto delle tabelle di marcia.
  • Controllo dei dipendenti o dei propri figli: grazie al sistema di tracciamento è possibile sapere dove si trova l’auto o il mezzo aziendale e seguirne lo storico dei movimenti, per capire se tutto sia regolare o ci sia invece qualche anomalia comportamentale.
  • Controlli incrociati: grazie a questi sistemi si possono incrociare i dati di navigazione con le immagini elaborate da satellite, per vedere con i propri occhi dove si trovava a una determinata ora il mezzo dov’è installato il localizzatore.
  • Controllare velocità e tempo degli spostamenti: grazie a programmi specifici e alle informazioni trasmesse dal localizzatore.
  • Sicurezza in caso d’incidente: il localizzatore aiuta le assicurazioni a ricostruire la dinamica in caso di coinvolgimento del mezzo in un sinistro. In tal caso di solito il dispositivo viene fornito dall’assicurazione, il cui premio, quindi, normalmente è inferiore.
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Come funziona questo sistema?

I localizzatori più diffusi, comodi ed economici per comunicare con il satellite utilizzano una sim card. Quindi un dispositivo simile a quella che è presente nel telefono cellulare. Questa è in continua comunicazione con i satelliti, per un tracciamento attivo della posizione che è verificabile, quindi, in tempo reale. In alcuni casi però i dati di tracciamento sono memorizzati nel dispositivo che non è quindi costantemente connesso con i satelliti. È questo il caso del tracciamento passivo.