Si può definire un cambiamento epocale, in quanto, nei mesi scorsi, per la prima volta, la storica Socms di Pieve Alta, fondata nel 1886, vede alla sua guida una donna: Marta Gulli.

Cambiamento epocale

Segno del mutare dei tempi, agli inizi del secolo scorso le Socms sparse sul territorio erano soprattutto un affare per “soli uomini”. Se poi aggiungiamo che Marta non è neppure pievese ma genovese, in quanto nel paese della mimosa ha trovato l’amore coronato da due splendidi figli, si può ben comprendere come l’impresa non sia stata facile. La Socms è senza ombra di dubbio la più importante realtà presente sul territorio, ha visto la trasformazione del paese, da contadino a buen retiro di lombardi e stranieri che possono comprare case da sogno. Ma piazzale San Michele rimane sempre lo stesso, con i bimbi che giocano allegri e sorridenti. Già presente del direttivo uscente, quando si è trattato di provvedere al rinnovo delle cariche che avviene ogni 4 anni, coadiuvata dal un buon gruppo di soci, soprattutto donne, ha avanzato la candidatura diventando così presidente. Un impegno gravoso, non da poco, si è appena conclusa la settimana dello sport dove Marta si è fatte letteralmente in quattro, faceva l’arbitro, organizzava le squadre, insomma ci teneva che tutto fosse organizzato nel migliore dei modi. Ora bisogna persino adeguare lo statuto per dar corso alle regole di chi opera nel terzo settore. Dal 19 al 21 bisognerà preparare nel migliore dei modi la Sagra Paella e Sangria, uno degli appuntamenti estivi tra i più attesi tra quelli che si svolgono nel Golfo Paradiso.