È ancora privo di una soluzione chiarificatrice il rompicapo legato alla “Mangialonga nel Golfo Paradiso”: quali sono le reali cause dei malori avvertiti da centinaia di partecipanti alla quinta edizione dell’evento?

Il giallo della Mangialonga

Nei giorni scorsi la Asl 3, a seguito della segnalazione a loro pervenuta da parte del sindaco Dario Capurro, ha potuto analizzare solo alcune parti di alcuni cibi contenuti nel menu allestito dagli organizzatori, ovvero capponadda e ananas. Inoltre è stata prelevata acqua dalle fontanelle di Sant’Apollinare e di Polanesi.

A due settimane dallo svolgimento della manifestazione è possibile mettere qualche punto fermo anche se la vicenda presenta ancora troppe ipotesi in ballo. «Le analisi sulle porzioni di capponadda prelevate non segnalano la presenza di germi possibili fautori di un’intossicazione alimentare – spiega Paolo Cavagnaro, direttore sanitario della Asl 3 -. Lo stesso risultato vale per i campioni di acqua prelevati dalla fontanella di Sant’Apollinare. Non abbiamo ancora i risultati delle analisi sull’ananas e sull’acqua prelevata dalla fontanella di Polanesi, che peraltro è una nostra tradizionale fonte di prelievi volti all’analisi dell’acqua. La situazione complessiva non è delle più semplici perché mancano dati oggettivi, da incrociare con quelli delle nostre analisi, tratti da eventuali referti riguardanti esami eseguiti all’interno di ospedali su persone colpite dai malori: nessun nosocomio ci ha trasmesso documenti di questo tipo e proprio da queste strutture dovrebbero partire eventuali segnalazioni, qualora fossero palesi risultati di esami tali da non escludere la manifestazione di una possibile intossicazione alimentare causata dalle pietanze ingerite durante la “Mangialonga nel Golfo Paradiso”. Aggiungo che da un punto di vista medico non è possibile escludere nemmeno l’ipotesi di una diffusione di virus intestinale tra i partecipanti all’evento: ipotesi, dunque, che prescinderebbe dalle pietanze messe a disposizione dagli organizzatori».

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Le sfortunate vittime dei malori, a quanto pare, devono restare in attesa di risposte certe: il bandolo della matassa non è stato ancora trovato.