L'opposizione attacca

M5S Liguria critica il Parco di Portofino: «Da “francobollo” a “piscina per pochi”»

Il gruppo di opposizione in consiglio regionale: «No all'assalto del cemento d'élite»

M5S Liguria critica il Parco di Portofino: «Da “francobollo” a “piscina per pochi”»

«Mentre il territorio ligure grida aiuto sotto i colpi della crisi climatica, la priorità della giunta regionale e dell’Ente Parco sembra essere una sola: garantire il tuffo privato ai soliti pochi. Come M5S, esprimiamo ferma contrarietà alla variante al Piano del Parco in discussione oggi in Commissione Ambiente, che punta a sbloccare la costruzione di piscine interrate in strutture turistiche storiche all’interno dell’area protetta».

Queste le parole del capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, che ha raccolto anche l’allarme degli attivisti del Gruppo territoriale del Tigullio, durante la IV Commissione Ambiente.

«Dopo l’umiliazione di un Parco Nazionale ridotto a “parco francobollo” con soli tre comuni, assistiamo oggi all’ennesimo tentativo di piegare le tutele ambientali agli interessi economici del turismo di lusso. Definire le piscine un “volano per il territorio”, come fatto dal presidente Viacava, è una narrazione che non accettiamo: il vero valore di Portofino è la sua biodiversità, non la quantità di cloro che riusciamo a versare tra le sue scogliere».

Il MoVimento 5 Stelle esprime anche preoccupazione riguardo a…

«…il via libera per complessi come la Cervara, il Covo o il Kulm sia solo il primo passo verso una liberalizzazione generalizzata. I timori dei comitati locali sono i nostri. Una volta concesso il permesso alle strutture di pregio, come si potrà impedire lo scavo di piscine interrate nelle ville e nei terreni privati all’interno del perimetro? O ulteriori interventi sempre in nome del sempre soggettivo “volano per il territorio”? Questa mossa si somma alle recenti volontà di ridimensionare l’Area Marina Protetta, confermando un disegno politico volto a smantellare ogni resistenza ambientale. Crediamo che Portofino debba restare un patrimonio comune, non trasformarsi in un club esclusivo per pochi privilegiati dove la tutela del suolo è vista come un noioso vincolo burocratico e una limitazione del proprio diritto a fare».

«La politica del cemento mascherata da sviluppo ha già fatto troppi danni alla Liguria – concludono –. È incredibile che ancora si perseguano strade degne dei peggiori anni ’80. Chiediamo che il consiglio regionale fermi questa variante e torni a occuparsi della vera protezione di un ecosistema complesso e fragile, che vive dell’equilibrio tra boschi, costa e mare. Continueremo a dare battaglia in ogni sede, al fianco dei cittadini e delle associazioni ambientaliste che non intendono svendere la bellezza della nostra regione».