«Annullate la stagione venatoria 2017/2018»: è quanto chiede la Lipu sezione Tigullio e, più in generale, la Lipu italiana, assieme ad altre associazioni ambientaliste, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, al ministro dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Interno.

Siccità ed incendi hanno colpito gravemente il territorio, per la Lipu è necessario fermare la caccia

È stata un’estate di fuoco, quella di quest’anno, per le temperature torride, la grave siccità e gli incendi, numerosi e devastanti, che hanno distrutto più di 85.000 ettari di territorio in tutta Italia. Ad aggravare questa situazione, il fatto che quest’anno gli incendi hanno pesantemente colpito anche le aree protette, parchi e oasi, dove gli animali trovano rifugio. Oltre alle morti per incendi e siccità, l’apertura della caccia aggrava la situazione.

«E’ intollerabile – scrivono – che in un contesto di drammaticità nel quale diverse Regioni hanno chiesto lo stato di calamità naturale, nessuna istituzione abbia messo in dubbio l’apertura della caccia». Considerando il perdurante sbilanciamento delle Regioni a favore della lobby venatoria, le associazioni hanno deciso di rivolgersi al Governo, «perché la fauna selvatica è patrimonio di tutti, non è esclusiva dei soli cacciatori». L’apertura della stagione venatoria, approfittando delle preaperture, comincerà il prossimo 1 settembre. «Da quel giorno gli animali selvatici sopravvissuti subiranno tutta la pressione venatoria dei cacciatori, che si concentrerà in quelle poche aree scampate al fuoco – ricorda la Lipu -. Alle specie stanziali, provate da questa dura estate, si aggiungono gli uccelli migratori che si preparano al viaggio nei paesi caldi per svernare. Un quadro grave e complesso che la legge 157/92 ha tuttavia previsto, dando a Stato e Regioni gli strumenti normativi per intervenire in casi simili: tra questi il comma 1 dell’articolo 19 consente alle regioni di “vietare o ridurre per periodi stabiliti la caccia per sopravvenute particolari condizioni ambientali”».