Mino Tuletti, una vera e propria istituzione lavagnese che il primo novembre scorso è andato in pensione, ed ha abbassato per l’ultima volta la saracinesca del suo amato locale.

“Continuerò ad andare a caccia e a pescare, ma dico la verità, mi mancano già tante cose del bar”

Si tratta dello storico “Bar Entella” di piazza Cordeviola, di Mino Tuletti. Nel locale di famiglia, è entrato a 14 anni per lavorarci fino a giovedì primo novembre:

“Ho 70 anni e ho lavorato ininterrottamente, sempre qui, per 56 anni – racconta -. Ho visto il mondo qui. Il Bar Entella è stato per Lavagna il punto di ritrovo. Il centro di tutto era qua: c’era vicino il cinema, lo stadio della Lavagnese, le fermate delle corriere. E qua dentro c’era tutto: i biliardi, i giochi a carte, le convocazioni delle partite dei ragazzi della Lavagnese giovanile e una fumea incredibile. Finiva la partita del Riboli e tutti venivano qua: e io facevo 100 toast. Erano anni proprio belli”.

Tradizionale la “festa bella” al bar di piazza Cordeviola che riprenderanno anche in futuro. Prima qualche settimana di lavori di ristrutturazione del locale. Al timone del Bar Entella ci sarà il nipote di Mino, Giacomo Tuletti:

“E’ in gamba, rinnoverà gli arredi ma tutto rimarrà come prima. Io ogni tanto gli darò una mano. Ci abbiamo patito io e mia moglie di mollare e non fare più fare frittate e panini, ma abbiamo un’età ed è giusto dare spazio ai giovani. Continuerò ad andare a caccia e a pescare, ma dico la verità, mi mancano già tante cose del bar”.

E per Giacomo, che continuerà la tradizione dei Tuletti al bar, com’è stato avere lo zio Mino come chioccia?

“E’ stato assolutamente un ottimo insegnante”.