L’asilo Merello torna in consiglio. Sarà discussa martedì 20 marzo, la mozione del capogruppo Rita Nichel (Uniti per Zoagli), che, in pratica, chiede alla maggioranza di pagare gli arretrati per il micro-nido all’Asilo Merello. Ma anche un atto di volontà.

L’asilo Merello torna in consiglio a Zoagli

«Si tratta del dovuto per la seconda rata – spiega l’ex sindaco -, per il servizio di micro-nido del 2016 che non hanno più pagato. Nell’ultimo consiglio del 5 febbraio mi era stato promesso che la seconda rata di contributo agli asili, sarebbe stata versata subito, in quanto la prima era arrivata con due mesi di ritardo. Ma questo non è avvenuto». All’Asilo Merello il Comune deve ancora versare più di 17mila euro, per il servizio di nido che hanno reso ai cittadini prima della forzata chiusura, per mancanza di fondi. «Quello che è raccapricciante è che nel programma elettorale – prosegue Nichel – i nostri attuali amministratori avevano promesso fondi ai due micro-nido: quello aperto da anni al Merello e quello nuovo a Sant’Ambrogio, invece nulla. Quello del Merello è stato addirittura chiuso. A causa dell’immobilismo e le continue scuse del Comune, il Merello rischia di chiudere anche l’asilo. Non si capisce, poi, perchè il Comune abbia fatto redigere un progetto di ampliamento sull’edificio: sembra un vergognoso gioco di potere, che investe le nostre famiglie e i nostri bambini».

Gli ampliamenti, per Nichel, sono inutili e inoltre ritiene il Merello perfetto per il fabbisogno comunale di scuola materna, in quanto l’asilo di Sant’Ambrogio è privato. «Se si continua così – spiega – dovranno aprire un asilo comunale o farsi supportare nel servizio dal Comune di Rapallo, che condivide col nostro, il Comprensivo. Mi domando, però, come faranno ad accordarsi con un Comune contro cui hanno appena promosso una causa legale proprio per i servizi scolastici. Un’amministrazione consapevole non avrebbe consentito la chiusura del micronido, ma avrebbe sostenuto il Merello con ogni mezzo, come ho sempre fatto io, senza infrangere alcuna legge. Il Comune su un terreno di proprietà dell’asilo ha costruito un parcheggio senza usare soldi comunali da cui ricava ogni anno dei bei soldoni, mentre il campo sportivo ceduto quale pagamento al Merello, non produce i preventivati importi di gestione». E chiude: «Occorre rivedere l’accordo per permettere all’asilo di autogestirsi con fondi provenienti da un patrimonio che era di loro proprietà, che ora invece rende solo al Comune. Serve la volontà e soprattutto volere quell’edifico come sede di un asilo e non come ennesima proprietà comunale da svendere».