Il 1° settembre 2019, Paola Salmoiraghi è entrata al liceo Marconi-Delpino con umiltà e determinazione. In breve tempo, come nuova dirigente scolastica, ha conquistato il rispetto e l’affetto di docenti, personale Ata, studenti e famiglie.
Ritorno a casa dopo un settennio di successi
Dopo sette anni, Salmoiraghi lascia la direzione del più grande liceo di Chiavari per tornare a Cairo Montenotte, la sua città natale. Lunedì 31 agosto è stato il suo ultimo giorno di lavoro in una città in cui ha guidato vari licei e istituti secondari, tra cui il Luzzati, l’ex Istituto In Memoria dei Morti per la Patria e il Caboto.
«In ogni scuola ho conosciuto persone meravigliose e con alcune sono ancora in contatto – racconta – credo che succederà anche con il Marconi-Delpino».
Originaria di una famiglia varesina e savonese, ha iniziato a insegnare lettere, latino e greco a 24 anni e ha assunto la sua prima presidenza nel 2012. Il 1° settembre 2026 inizierà a guidare l’Istituto Tecnico e Professionale di Cairo Montenotte, in coincidenza con il trentesimo anniversario della sua carriera.
«Mi sono innamorata della scuola fin dal primo giorno di elementari, proprio qui a Cairo. Sono triste di dover andare via, ma anche profondamente soddisfatta per aver lavorato per e con gli altri. Non dimenticherò mai le sfide affrontate durante la pandemia, quando il Marconi-Delpino, grazie a una solida base tecnologica, è riuscito a passare alla didattica online in tempi record».
La crescita delle iscrizioni è stata notevole:
«Siamo un istituto che dà e chiede molto, puntando a educare e istruire realmente. Nonostante la nostra severità, le iscrizioni sono aumentate ogni anno, con risultati Invalsi eccezionali: le famiglie cercano un ambiente serio, non un intrattenimento, ma un luogo che offra motivazione. Sette anni fa ho trovato una realtà ben organizzata e la lascio oggi nelle stesse condizioni. Non so se ho aggiunto qualcosa di mio; di certo ho tenuto insieme una squadra e i traguardi raggiunti sono merito di tutti. Per dirigere una realtà complessa come il Marconi-Delpino, è fondamentale saper ascoltare, e credo di averlo fatto. Me ne vado con grande gioia: tutto il personale rimarrà, ed è la garanzia che questo posto non perderà la sua bellezza e continuerà a crescere. Grazie per i messaggi, le email e le lettere: tantissime attestazioni di stima che mi hanno commossa. Da questo addio, anzi da questo arrivederci, perché tornerò spesso a Chiavari, nasceranno amicizie per la vita. Arrivederci a presto».