Il Museo Diffuso della Cultura Contadina di Velva protagonista di un convegno al Palazzo Reale di Genova.

La cultura contadina di Castiglione protagonista al Palazzo Reale genovese

Il 19 giugno scorso il sindaco di Castiglione Chiavarese Giovanni Collorado e il direttore del Museo diffuso Fausto Figone sono stati invitati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio ad un seminario organizzato dalla stessa a Palazzo Reale e intitolato «Raccontare gli altri, raccontare noi stessi: musei demoetnoantropologici in Liguria», cui erano chiamate a partecipare alcune realtà museali liguri ritenute più rappresentative. «L’iniziativa faceva parte di un ciclo di incontri sulle realtà museali del territorio ligure, organizzati dalla Soprintendenza, il cui scopo è quello di avvicinare un potenziale pubblico, composto non da soli studiosi, a un tema non troppo conosciuto quale quello dei musei etnografici e della cultura contadina – spiega Figone – . Il seminario, tenuto nel Salone da Ballo di Palazzo Reale, iniziato alle ore 16, è stato introdotto da Carlo Rizzoni della Soprintendenza, che ha portato i saluti di Vincenzo Tiné, di Soprintendente Abap della Liguria. L’incontro, cui ha partecipato una folta affluenza di ascoltatori che ha reso il salone gremito, è terminato alle ore 19».

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L’incontro era strutturato attorno ad una sessione di interventi affidati ai direttori dei musei invitati, quattro nella panoramica ligure, e più precisamente il «Museo Etnostorico della Stregoneria di Triora», «Galata – Museo del Mare» e «Castello d’Albertis – Museo delle Culture nel mondo» di Genova e la struttura presente in Val Petronio. la peculiarità del «Museo Diffuso» risiede nel fatto che il centro storico della borgata di Velva costituisce non solo il contenitore, ma parte integrante del museo stesso, ospitando all’interno di antiche cantine, “fondi”, scantinati e ambienti domestici, le diverse sedi espositive riguardanti momenti e temi specifici della realtà culturale tradizionale. Il criterio seguito è quello di fare in modo che manufatti, attrezzi e ambienti, espressione della cultura materiale locale, restino per quanto possibile collocati nel loro contesto originario.