È ormai faida fra Croce Bianca di Rapallo e Autostrade per l’Italia: la P.A. denuncia la società autostradale, «Interruzione di pubblico servizio».

Bianca contro Autostrade sui pedaggi

La battaglia fra Croce Bianca rapallese ed Autostrade per l’Italia va avanti ormai da tempo: da quando la società autostradale, nell’interpretare la circolare ministeriale del 2015 al riguardo, ha deciso di far pagare alle pubbliche assistenze i pedaggi quando i servizi effettuati non siano “di emergenza”. Lo scontro sinora è stato proprio giocato sull’interpretazione delle norme in tal senso, e sulla differenza fra “emergenza” e “soccorso”. La Bianca di Rapallo, guidata dal presidente Fabio Mustorgi che è anche coordinatore Anpas nel Tigullio, si è immediatamente opposta a tale pratica, vista come lesiva del diritto al soccorso (e che minaccia la stessa sopravvivenza di molte pubbliche assistenze), ed ha guidato l’opposizione ad essa. E mentre a suo carico si accumulano cartelle esattoriali per pedaggi non pagati va in corte, dove ha già ottenuto pareri favorevoli, come dal Giudice di Pace a La Spezia, pronta a sbarcare sino in Cassazione per ripristinare la situazione.

Ambulanze bloccate ai caselli, in pericolo i pazienti

Ma ora nella guerra fra P.A. e Autostrade hanno cominciato a poterci essere vittime innocenti, e la Croce ha deciso di passare al penale: già, perché – come riportano le pagine del Secolo XIX di quest’oggi – in almeno un paio di occasioni le “faide” con Autostrade hanno messo in pericolo la vita dei pazienti quando, anche in situazioni di innegabile emergenza, i casellanti hanno ritardato i soccorsi.

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In un primo caso, riferisce la Croce Bianca, malgrado l’ambulanza fosse a sirene e fari accesi, il casellante non ha provveduto a far sgomberare le auto, e nel caos seguito addirittura ha riabbassato la sbarra di fronte al mezzo di soccorso. Che aveva a bordo un codice rosso, cioè un malato in condizioni gravissime: talvolta pochi minuti possono fare la differenza fra la vita e la morte, di chi sarebbe stata la responsabilità in tal caso? Mustorgi non ci va giù leggero: «Comportamenti di questa gravità potrebbero arrivare all’omicidio colposo».
E se questo caso si potrebbe attribuire ad un errore in buona fede, il secondo citato da Mustorgi non è certo tale: in un’altra emergenza, un casellante si sarebbe rifiutato a lungo di far passare l’ambulanza perché «non della Croce Rossa» (la Rossa, in quanto militare, è l’unica realtà del soccorso che rimane esente dal pagamento dei pedaggi in ogni genere di intervento). Minuti perduti a litigare inutilmente, con un paziente a bordo in attesa di arrivare al pronto soccorso. Alla fine il casellante ha ceduto, ma poi l’assurda beffa: «Per quell’episodio ci è stato contestato un mancato pagamento di 77 euro», spiegano dalla P.A.

E allora la denuncia ai carabinieri per interruzione di pubblico servizio. Società Autostrade si è sinora rifiutata di commentare, e saranno i giudici a valutare, nei casi specifici, le responsabilità del caso. Ma intanto la grande battaglia continua.