Un lunedì di sciopero per alcuni insegnanti che non sono entrati in aula stamattina. La sentenza del Consiglio di Stato  ha escluso dalle graduatorie chi ha conseguito il diploma magistrale entro l’anno scolastico 2001/2002, le sigle sindacali Anief, Saese e Cub hanno proclamato una agitazione per oggi.

Sciopero degli insegnanti anche nella nostra zona

Classi accorpate e lezioni a singhiozzo per alcuni alunni della nostra zona.  La sentenza del Consiglio di Stato che ha escluso dalle graduatorie chi ha conseguito il diploma magistrale entro l’anno scolastico 2001/2002 e quindi gli insegnanti si sono rivoltati.

Un gruppo di loro, provenienti dalla Val Petronio e dai Comuni limitrofi, hanno aderito al Coordinamento diplomate magistrali abilitate nazionale, e spiegano perchè domani, lunedì 8 gennaio non saranno in classe per la ripresa delle lezioni, ma nelle piazze d’Italia a scioperare. Hanno vissuti e storie diversi, sono madri e mogli con alle spalle anni di precariato, corsi e specializzazioni; tutte sono tuttora, o erano, inserite nelle cosiddette graduatorie ad esaurimento, sognando una stabilità, anche economica, che solo l’agognato posto in ruolo può garantire. A condividere questa battaglia sul territorio ci sono Rosella Battilana di Castiglione Chiavarese, Edelweiss Lasagna di Sestri Levante, Giusy Sipione di Casarza Ligure, Barbara Stella e Mariangela Lodi di Chiavari e Sara Cella di Lavagna, tutte attualmente impiegate a Chiavari e Sestri Levante.

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«Chiediamo alle famiglie di appoggiarci e comprendere le ragioni dello sciopero, che sarà massiccio: la nostra battaglia è soprattutto a favore della continuità didattica – spiegano le maestre – . Chiediamo solo di poter continuare a lavorare ed essere stabilizzate, grazie al diploma che ci ha consentito di insegnare fino ad oggi». Ad essere messo in discussione è proprio il titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito prima del 2002: improvvisamente potrebbe cessare di essere valido. “Molte hanno oltre 15 anni di esperienza sul campo: in questi anni non solo abbiamo insegnato, ma abbiamo anche predisposto piani educativi per bambini disabili o con distubi specifici dell’apprendimento, svolto scrutini e firmato pagelle – aggiungono – come pensa di sostituirci il Miur? Con altri precari che poi licenzierà dopo 36 mesi, come sancito dalla Corte di Giustizia Europea?”.