“Innovazione in movimento”. Recita così la destinazione del nuovo autobus elettrico di ATP – con la partecipazione della Città Metropolitana di Genova – che proprio questo pomeriggio ha effettuato il primo viaggio sperimentale dal centro di Genova a Recco.

Autobus elettrico, la sperimentazione a Recco

Il mezzo potrà trasportare a bordo 22 persone sedute e 82 in piedi, l’autonomia minima è di 240 chilometri e di 350 in condizioni ottimali per sole sei ore in termini di tempo di ricarica.
«Qualità della vita e dell’aria – spiega il sindaco Dario Capurro – il comune di Recco crede fortemente nella tutela dell’ambiente e la politica percorsa lo dimostra; il depuratore, la raccolta differenziata, le colonnine per la ricarica delle auto elettriche e l’ efficientamenton energetico degli uffici. Tutto è in linea con quanto fatto. Si crede di poter vedere attivo il trasporto elettrico già nel settembre 2019».
Visionato anche il “Chiama bus” e «il risultato è ottimo – conclude Capurro – il servizio dedicato alle frazioni è perfetto. Il nostro è un territorio affezionato al servizio su gomma ma il Golfo Paradiso e Recco crede fortemente nella tutela dell’ambiente».

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«Entro il 2025 solo mezzi elettrici»

Il piano, sicuramente ambizioso, per la Città Metropolitana di Genova in merito lo ha esposto oggi il Sindaco Bucci, al convegno di oggi intitolato “Un anno dopo”, che ha visto la partecipazione di Amt ed Atp dopo la fusione. Fra gli obiettivi strategici quello di avere solo mezzi elettrici in circolazione sul territorio della Città Metropolitana entro il 2025.

Al convegno è intervenuto anche l’assessore regionale ai trasporti Gianni Berrino, che ha sottolineato la necessità di continuare a promuovere il trasporto pubblico anche e soprattutto in relazione ai flussi turistici, al momento per oltre il 70% legati all’uso di veicoli privati. Un virtuoso esempio, per Berrino, è il recente accordo tra i comuni del Tigullio, Aeroporto di Genova e ATP per navette dall’aeroporto alle località turistiche del Tigullio, grazie al supporto che i comuni possono dare con le risorse aggiuntive avute dall’imposta di soggiorno. «È la prova – asserisce Berrino – di come il turismo abbia necessità di maggiori servizi di trasporto pubblico, e come altresì possa divenire una importante risorsa economica per le nostre aziende locali».