Tanti, troppi incidenti e feriti sui sentieri del Monte di Portofino: per il direttore del Parco c’è chi «li prende troppo alla leggera» ed occorre studiare nuove misure.

Monte di Portofino e infortuni, la colpa non è dei sentieri ma di chi non li sa rispettare

Durante l’estate, ma anche in buona parte di primavera e autunno, periodi di maggiore afflusso di escursionisti stranieri, gli incidenti sui sentieri del Monte di Portofino, in particolare quello di San Rocco, sono quasi all’ordine del giorno. Ne sappiamo qualcosa anche noi stessi giornalisti, che ci troviamo assai spesso a darne notizia. Malori, cadute, storte: talvolta imprevedibili sfortune, certo, ma non di rado all’origine di questi incidenti c’è l’imprudenza degli escursionisti stessi: che «prendono troppo alla leggera le camminate sul monte».

Se ne è parlato ieri al convegno “Rete sentieri in sicurezza – la falsa fiducia dei monti sul mare”, svoltosi al Teatro Sociale di Camogli. Ne ha parlato proprio il direttore del Parco di Portofino, Alberto Girani, che, rilancia anche il Secolo XIX di stamani, punta il dito proprio su chi affronta senza la dovuta serietà e preparazione le escursioni. «Noi ce la mettiamo tutta per informare gli escursionisti, con segnaletica ad hoc – ha spiegato provocatoriamente Girani – ma di questo passo forse bisognerebbe ragionare su dei tornelli all’entrata: chi arriva in pantaloni corti ed infradito, e poi si fa male, paghi per essere soccorso».

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Proposta provocatoria, certo, ma neppure poi così campata per aria: si pensi all’ingente dispiegamento di forze e mezzi di soccorso che ogni volta è necessario per intervenire sugli infortuni, anche di – fortunamente – lieve entità che così spesso si verificano. La difficoltà di raggiungere i luoghi degli incidenti coi mezzi tradizionali, infatti, per esempio costringe quasi sempre all’uscita l’elicottero dei Vigili del Fuoco, persino per poco più di banali storte. E non potrebbe essere altrimenti, non si fraintenda: nell’incertezza delle effettive condizioni di salute di un infortunato al sopraggiungere, in remoto, di una chiamata di soccorso, è sempre bene peccare di precauzionalità che non in senso opposto. Volontari del Soccorso di Ruta, Soccorso Alpino, 118 e, appunto, l’Ente Parco hanno fatto tutto il possibile perché turisti ed escursionisti abbiano tutte le informazioni del caso e siano dunque consci delle difficoltà che i sentieri del Monte possono presentare. A un certo punto, quando il problema è sistematico, l’ignoranza non può più essere una giustificazione, e qualche responsabilità forse debbono davvero prendersela.