«Tutti quanti voglion fare jazz», cantavano gli Aristogatti, ma che fare quando il Jazz non vuole fare jazz? O per lo meno non vuole partire: è quanto accaduto due giorni fa ad uno dei quattro nuovi treni fiammanti (dei 48 in totale previsti nei prossimi anni) consegnati alla regione Liguria. Proprio il giorno dopo l’inaugurazione in pompa magna, con massiccia presenza delle autorità regionali, degli ultimi due di questi, il 28 giugno.

Treni jazz e… crazy trains

Un problema tecnico ancora da definire – come spiega il Secolo XIX di stamani – quello ad aver lasciato bloccato sui binari il convoglio sulla tratta Nervi – Voltri, nel corso delle operazioni di “cambio banco” (il trasferimento dal locomotore di testa a quello di coda per ripartire nella direzione opposta), che ha causato il blocco poco dopo le 6 del mattino. E, visto che su quella tratta nell’ora di punta dei pendolari circola un convoglio ogni quarto d’ora, è bastato poco per rendere inevitabile la cancellazione della corsa e il trasferimento dei passeggeri sul convoglio seguente.

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Il treno è poi tornato regolarmente in servizio – già ieri ha viaggiato regolarmente – ma non si può evitare di sussurrare, con un pizzico di ironia, che se il buongiorno si vede dal mattino… ma diciamola anche tutta: si sa che i jazzisti vengono considerati proverbialmente musicisti – e forse dunque anche treni – dalle abitudini un po’ schizzinose. Certo, dal 2020 poi cominceranno ad aggiungersi al parco mezzi ligure anche i treni RockPop: e sulle abitudini dei rockers si è fatta la storia della musica e del cinema. Se si deve fare anche quella dei trasporti, speriamo non debba essere proprio sulle note di Crazy Train di Ozzy Osbourne.