Una giornata di lavoro interessante, quella svoltasi stamane, sabato 9 giugno, a Torriglia per parlare del recupero dei pascoli abbandonati e della mucca cabannina, razza autoctona e in via di estinzione. In tutto circa 400 capi presenti nelle valli della Città Metropolitana di Genova con qualche divagazione nell’allessandrino, nel pavese e persino in Toscana. Una mucca forte che produce un latte di qualità soprattutto se messa in condizione di pascolare.

A fare gli onori di casa Daniela Segale presidente dell’Ente Parco Aveto. Numerosi gli interventi tra questi, Claudio Garbarino (Città Metropolitana), Giovanni Boitano (Regione Liguria), nonché diverse relazioni dalla quale è emerso come ci sia una inversione di tendenza che porta al recupero del territorio, nonostante la strada da fare sia ancora molta. Di particolare interesse l’intervento di Andrea Cavallero docente dell’Università di Torino che ha parlato delle Associazioni fondiarie tese a Combattere lo spopolamento di colline e montagne ricomponendo il puzzle delle proprietà terriere frammentate e dei campi abbandonati. A trarre le conclusioni assente l’assessore regionale agricotura Stefano Mai è stato il collega Andrea Benveduti. Ampio servizio sul prossimo numero del Nuovo Levante.

L’intervento di Boitano