O vaccini tua figlia, o te la tieni a casa: questo in sostanza quello che si è sentita dire una mamma da una scuola di Chiavari.

La lettera

“Un ricatto a norma di legge in sostanza”, ci ha scritto la signora in una lettera che qui pubblichiamo. Per motivi di privacy dei minori, i nomi nono sono stati inseriti.

“Lunedì 16 settembre è stato il primo giorno di scuola elementare per il mio primogenito, un giorno di festa purtroppo in parte offuscato dal rifiuto della scuola dell’infanzia ad accogliere la sorellina. Ho iscritto la bambina alla stessa scuola dell’infanzia frequentata dal fratello maggiore, e mi piange il cuore all’idea di non poter offrirle lo stesso percorso educativo e di socializzazione.

Il motivo dell’espulsione è una legge dello stato che ha posto noi genitori di fronte ad un ricatto: o vaccini tua figlia o te la tieni a casa! Ma davvero la legge sui vaccini aveva questo scopo? Di mettere in estrema difficoltà le famiglie di bambini piccoli, che già fanno salti mortali per crescere i loro figli in uno stato dove figli se ne fanno sempre meno?

E se invece lo scopo della legge fosse solo quello di aumentare la copertura vaccinale, sollecitando ad avere un colloquio con le Asl sui vaccini anche quei genitori allora un po’ dubbiosi sul da farsi? Invece la legge Lorenzin è stata e d è troppo spesso interpretata come perentoria, o ti vaccini o sei fuori, fuori dai nidi, dagli asili, fuori dalla società!

L’opinione pubblica si è poi schierata additando chi, dopo i dovuti colloqui con i medici delle Asl, le visite mediche e gli esami pagati di tasca propria, nonostante riconosca in generale l’efficacia delle vaccinazioni, fa per il proprio figlio la scelta oculata e lungamente ponderata di non somministrare al proprio figlio tali farmaci, le cui reazioni avverse vengono raramente presa in considerazione.

Ma poiché il padre dei miei figli ha avuto una grave reazione avversa si vaccini all’età di 7 anni con corsa in ospedale in ambulanza e prolungato ricovero, è una realtà da noi ben conosciuta.

Vorrei quindi fare un appello ai sindaci, agli assessori, ai dirigenti scolastici, ai pediatri ed ai medici dei centri vaccinali: leggetevi la legge parola per parola, pagina dopo pagina, e cercate di darne un’ interpretazione intelligente, che non suoni alle famiglie come un vile ricatto, ma come un invito ad informarsi e confrontarsi sul tema delle vaccinazioni in modo sereno, senza creare terrorismo e discriminazioni inutili”.