Dopo circa cinque anni la fase diocesana del processo per la beatificazione di don Nando Negri si avvia verso la chiusura. E la sessione ufficiale è avvenuta in un momento particolarmente significativo: giovedì primo novembre, ovvero il giorno di tutti i Santi.

Giovedì scorso la sessio ultima seu postrema presieduta da Tanasini

L’appuntamento è stato per le 17,30 nella cattedrale di Chiavari quando con un decreto del vescovo Alberto Tanasini si è chiusa l’inchiesta locale. Nel corso della celebrazione è stato nuovamente prestato giuramento. Un atto che è stato compiuto dal vescovo, da colui che ha il compito di portare a Roma tutta la documentazione (anche perito storico del processo) Pierluigi Pezzi e da tutti i soggetti che hanno adempiuto ai loro incarichi. Anni di lavoro, che hanno preso il via con un decreto del vescovo, il cui risultato verrà consegnato alla Congregazione delle cause dei Santi a Roma.

“Tutta la documentazione è secretata – ha raccontato don Andrea Borinato notaio del processo insieme a Osvaldo Clabrese – noi abbiamo concluso l’iter. Prima il vescovo ha dovuto istituire un tribunale, giudice del collegio è don Mario Ostigoni assistito da notai, periti storici e teologici. Mentre promotore di giustizia è stato don Giuseppe Privitera“.

Sono state ascoltate una quarantina di testimonianze di persone che lo hanno conosciuto. I periti storici (Francesco Baratta, Pierluigi Pezzi e padre Mauro De Gioia hanno raccolto tutta la documentazione su don Nando, dagli scritti (pochi) che ha lasciato, sino ai vari certificati. I periti teologici hanno valutato tutto questo da un punto di vista teologico. Il postulatore della causa, invece, era don Gero Marino, a cui è subentrato il vice Raffaele Girlando quando è stato nominato vescovo di Savona. A Roma dovranno prima fare una verifica e poi dare l’avvio alla seconda fase, fino alla dichiarazione “dell’eroicità delle virtù”. Se questo avverrà, da quel momento, don Nando sarà venerabile. Per la beatificazione servirà il miracolo ottenuto da Dio per sua intercessione, che verrà verificato dal papa. Per la canonizzazione dovrà essere attestato un secondo miracolo. Una strada ancora lunga, ma essere arrivati fin qui è importante, come ha sottolineato prete Rinaldo:

“Già adesso c’è un sentimento di gratitudine e riconoscenza perché la voce delle persone che lo hanno conosciuto è stata ascoltata”.

(Foto di Eddy Panzacchi)