I portavoce tigullini e metropolitani dei Verdi Pierluigi Biagioni ed Angelo Spanò intervengono sul caso della ditta di itticoltura Aqua, che nella violenta mareggiata del 29 e 30 ottobre scorsi ha subito ingentissimi danni agli impianti posizionati al largo di Lavagna.

Aqua, i Verdi: «Sì agli aiuti, ma per trasferire gli impianti»

Aqua – unica azienda del settore nel Tigullio – ha lamentato danni per 6 milioni di euro, di cui tre milioni dovuti alla perdita diretta di centinaia di migliaia di esemplari di pesce pregiato già pronti alla vendita. In Regione – ad esempio attraverso l’interrogazione dei consiglieri Andrea Costa e Claudio Muzio – si discute su come aiutare l’azienda a risollevare la testa e riprendere a lavorare, nella consapevolezza che occorreranno ora almeno un paio d’anni per tornare a poter avere merce da vendere sul mercato, e quindi a fatturare.

I Verdi, sebbene dispiaciuti per il danno al settore maricoltura del Tigullio, si discono scettici all’idea così posta. «A nostro avviso», spiegano Biagioni e Spanò, «viste le continue allerte arancioni e rosse, l’aiuto deve essere concesso per il trasferimento in una località più protetta». Insomma, poco lungimirante ricostruire laddove già il mare ha distrutto, per i Verdi i luoghi papabili sarebbero quelli identificati in uno studio del Parco Scientifico Tecnologico della Liguria: tale studio indica come zone più idonee per la posa di gabbie galleggianti e sommergibili, quali quelle usate da Aqua, quelle a sud di Capo Mele e Varigotti, le zone antistanti Varazze e Vesima e il sito protetto fra Rapallo e Zoagli.