Criticità sul progetto

Criticità nel progetto dell’ex Ospedale di Via Arpe a Santa Margherita Ligure

L'Osservatorio per la tutela dell'equilibrio della Città esprime preoccupazioni significative

Criticità nel progetto dell’ex Ospedale di Via Arpe a Santa Margherita Ligure

Il progetto relativo all’area dell’ex Ospedale di Via Arpe a Santa Margherita Ligure solleva numerose preoccupazioni. Durante una conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la “Tigulliana”, l’Osservatorio per la tutela dell’equilibrio della Città ha espresso le proprie osservazioni.

Osservazioni sull’intervento edilizio

«La conferenza ha visto un’ampia partecipazione e ha trattato il progetto di speculazione edilizia per l’area dell’ex Ospedale di Via Fratelli Arpe», ha dichiarato l’Avv. Prof. Daniele Granara, che ha presentato un ricorso al TAR della Liguria, sostenuto da 50 cittadini e due associazioni.

Il progetto, approvato dalla precedente amministrazione comunale nel maggio 2024, ha incontrato la ferma opposizione dell’attuale maggioranza, subentrata dopo le recenti elezioni. Questo prevede la demolizione dell’ex nosocomio, la costruzione di quattro piani di parcheggi interrati, tre grandi edifici residenziali con un incremento volumetrico del 20%, 92 appartamenti non destinati ai residenti di Santa Margherita, e un auditorium interrato con 600 posti. Gli esperti avvertono che l’intervento comporterebbe gravi problematiche per il traffico veicolare, con possibili disagi per almeno due anni, una perdita di 130 posti auto e conseguenti effetti negativi sul turismo e sull’economia locale.

Insieme all’Avv. Prof. Granara, il Dott. Pio Macchiavello, ex magistrato del Tribunale di Genova, ha illustrato ulteriori osservazioni destinate a rafforzare il ricorso, già accompagnato da un esposto di 51 pagine presentato alla polizia giudiziaria.

Particolare attenzione è stata dedicata alle osservazioni geologiche, redatte dal Dott. Gian Paolo Chella, le quali mettono in evidenza gravi criticità tecniche. La relazione, che sarà presentata al TAR di Genova e protocollata al Comune, sottolinea che “dall’analisi della documentazione progettuale emerge un quadro caratterizzato da numerosi elementi di criticità sotto il profilo tecnico, geotecnico, idrogeologico ed esecutivo”.

Il Dott. Chella ha affermato che tali criticità necessitano di verifiche progettuali approfondite, sia per valutare la fattibilità tecnica dell’intervento, sia per accertare la realizzabilità delle opere previste. In particolare, i metodi proposti per gli scavi e per il contenimento del terreno presentano incertezze significative, in relazione alle interferenze con edifici esistenti, alla gestione della falda e alla compatibilità delle opere con il contesto urbano.

Ad esempio, “l’installazione di tiranti vicino alle fondazioni degli edifici limitrofi potrebbe compromettere l’equilibrio del sistema terreno-fondazione”. Inoltre, la perforazione e la tesatura dei tiranti potrebbero causare variazioni locali delle tensioni nel sottosuolo, con il rischio di fessurazioni e danni strutturali anche in caso di cedimenti modesti.

Ulteriori problematiche potrebbero derivare dalle perforazioni e dalle iniezioni associate ai tiranti, creando “percorsi preferenziali di filtrazione dell’acqua” e modificando le pressioni interstiziali nel sottosuolo.

Il Dott. Chella ha concluso il suo intervento affermando la necessità di un approfondimento progettuale e tecnico, corredato da verifiche geotecniche, strutturali e idrogeologiche più dettagliate, per garantire l’effettiva compatibilità dell’intervento con l’ambiente urbano esistente.

I partecipanti all’assemblea hanno sollecitato un intervento immediato da parte degli uffici comunali competenti, affinché siano tutelati i diritti dei cittadini e l’interesse collettivo, messo a rischio dalla realizzazione di questo progetto».