La battaglia legale contro i nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani, introdotti dalla Legge n. 131/2025, si intensifica. Attualmente, sono circa 130 le amministrazioni locali in Italia che hanno deciso di impugnare il Decreto attuativo davanti al TAR.
Il ricorso principale e i Comuni liguri
Il ricorso, patrocinato dal prof. avv. Antonio Bartolini e dall’avv. Antonella Mirabile, è stato depositato presso il Tar Lazio e coinvolge 52 Comuni, di cui 29 liguri. A questi si unisce una rete di legali che ha ottenuto l’adesione di altri 20 Comuni dell’astigiano, 30 della Romagna e diverse altre realtà a livello nazionale. Per i Comuni che non sono riusciti a presentare il ricorso entro i termini stabiliti, i legali stanno predisponendo un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, per consentire anche ai “ritardatari” di difendere il proprio status di ente montano.
In questo contesto, Anci Liguria svolge un ruolo cruciale, fornendo supporto tecnico per l’intervento “ad adiuvandum” a favore dei Comuni, che sarà depositato nei prossimi giorni.
Secondo l’analisi di Anci Liguria, il passaggio dai criteri precedenti a quelli attuali ha creato una situazione fortemente penalizzante.
Le ragioni che motivano il sostegno di Anci al ricorso si fondano su tre criticità principali:
- la rigidità del criterio 2(b), che ha portato all’esclusione della quasi totalità (32 Comuni in Liguria) a causa di un’applicazione formale del criterio di contiguità territoriale, trascurando la reale morfologia del territorio;
- il paradosso delle aree interne e green communities, in cui tra i Comuni a rischio di perdere lo status montano, 10 appartengono alle aree interne (SNAI) e 3 sono parte di green communities finanziate dal PNRR, territori già considerati fragili e destinatari di fondi per contrastare lo spopolamento;
- il parametro della pendente media, cruciale per la classificazione, è di difficile reperibilità e verifica per i Comuni, rendendo il risultato della classificazione poco trasparente e difficile da contestare tecnicamente.
Un caso emblematico è quello del Comune di Ranzo (Im), escluso per un’interpretazione formale nonostante il 95% del suo perimetro sia circondato da territori montani e faccia parte sia di SNAI che di green communities.
La battaglia legale mira a dimostrare che una classificazione basata unicamente su dati altimetrici (sotto i 400 metri di media) non può trascurare le funzioni sociali, economiche e ambientali che questi centri esercitano nel sistema montano nazionale.