Secondo una stima di Coldiretti in Italia ci sono 10mila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici, come i cinghiali, con 13 morti.

Presenza massiccia anche nel Tigullio

In Liguria la presenza di cinghiali in città è aumentata notevolmente nell’ultimo periodo. Solo nel primo mese del 2020 sono numerosi gli avvistamenti anche nel Tigullio. Lo scorso 3 gennaio abbiamo segnalato la presenza di un cinghiale nel centro di Lavagna. Qualche giorno più tardi una famiglia di ungulati si è concessa una passeggiata a Santa Margherita Ligure. Il 18 gennaio poi un brutto incidente con protagonisti un motociclista ed un cinghiale si è verificato a Sestri Levante ed infine il 25 gennaio abbiamo segnalato la presenza di cinghiali in spiaggia a San Fruttuso.

Secondo Andrea Marsan, zoologo genovese fra i massimi esperti in Italia in materia di recinzioni per proteggere i centri abitati dai cinghiali, gli animali selvatici catturati in città devono essere abbattuti:

“Capisco le ragioni degli animalisti, ma i cinghiali catturati in città devono essere abbattuti, non liberati in campagna. La legge lo prevede perché gli ungulati metropolitani non sono più capaci a cercarsi il cibo e se liberati tornerebbero nei centri abitati”.

Si deve partire dai cittadini che non devono più nutrirli, pena una sanzione. Poi bisogna adeguare i cassonetti perché non possano essere abbattuti da cinghiali in cerca di cibo. Altra difesa sono le recinzioni meccaniche e elettrificate:

“Genova come Trieste, come Berlino e Barcellona, ha parchi collinari vicini alle case. Le recinzioni per fermare i cinghiali sono determinanti”.

Lo proverebbero le reti sistemate alla Cinque Terre e nel Savonese, alle spalle del Beigua.

“Le recinzioni, meccaniche o elettrificate, ma non pericolose per l’uomo, con un costo non elevato sono una barriera insormontabile per gli ungulati”.