I sindacati Cgil, Cisl e Uil esprimono perplessità e preoccupazione in merito agli articoli di stampa che riportano la volontà del Comune di Lavagna di adottare un approccio rigoroso nei confronti dell’Azienda di Acquacoltura, richiedendo interventi istituzionali per procedere allo sgombero dell’impianto.
«La pubblicazione della Legge Regionale 2025 ha trasferito alla Regione le competenze in materia di concessioni per l’acquacoltura, aprendo nuovi scenari positivi per Aqua e per la salvaguardia occupazionale. Tuttavia, esprimiamo forte preoccupazione per la grave situazione in cui si troverebbero 25 famiglie del Tigullio. È deludente constatare che nelle recenti dichiarazioni dell’amministrazione comunale, come riportato dai giornali, non si sia fatto alcun riferimento ai lavoratori. Ricordiamo che la chiusura dell’attività comprometterebbe in primo luogo le maestranze, che rischiano di trovarsi senza lavoro e senza immediate possibilità di ricollocazione o ammortizzatori sociali. FAI, FLAI e UILA chiedono che le istituzioni e gli enti non dimentichino le lavoratrici e i lavoratori coinvolti e le ripercussioni occupazionali derivanti dallo sgombero di Aqua. Auspichiamo massima attenzione e un impegno congiunto per scongiurare la chiusura di un’attività che, nonostante le difficoltà del settore dell’acquacoltura a livello nazionale, rappresenta un’eccellenza del territorio e desidera investire per crescere e assumere nuovi lavoratori».