Il Parco di Portofino diventa nazionale.

Parco Nazionale di Portofino, un successo “culturale”

Oggi nel ridotto (gremito) del Teatro Sociale di Camogli si è festeggiata la novità, frutto dell’emendamento alla legge di bilancio, per cui si è attivato l’Onorevole Massimo Caleo, insieme a Mario Tullio. Con loro, al tavolo dei festeggiamenti il sindaco Francesco Olivari, il senatore Vito Vattuone e Roberto Costa, coordinatore di Federparchi Liguria. Le due aree protette si fondono: la marina e la terrestre. In sala anche la vedova di Carlo Repetto, ex direttore del Parco e Stefano Mignanego, figlio di Piero Ottone, ai quali Caleo ha dedicato questo successo.

Per il sindaco è occasione per coniugare cultura e ambiente, proprio all’interno del teatro. Caleo, che è agronomo, ha sottolineato l’importanza della difesa delle biodiversità: «Sono orgoglioso dopo 20 anni – dice – di poter celebrare questa giornata». L’idea nacque trent’anni fa proprio a Camogli, insieme a Tullio. Oggi al di là del colore della politica, tre sindaci hanno accolto questa iniziativa (Matteo Viacava di Portofino e Paolo Donadoni di Santa Margherita, insieme a Olivari) e il risultato è un successo definito ‘culturale’, che sembra anche accolto con favore dall’attuale presidente della Regione Giovanni Toti.

Un anno per il via concreto

Sul fronte dell’iter burocratico pare, con ottimismo, volerci almeno un anno per dare il via al nuovo parco nazionale. La conferenza unificata tra Stato, Regioni ed enti locali, dovrà, in circa 6 mesi, stabilire i confini di questo parco e la bozza del piano. Le risorse sono di 300mila euro, per definire i confini, oltre il milione (contro i 600mila stanziati fino ad oggi). Si prevedono per il triennio dal 2018 al 2020 nuove risorse aggiuntive di 10 milioni per i progetti.

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Per quanto riguarda l’Amp, la gestione sarà separata e rimane la dotazione finanziaria attuale. «Grande soddisfazione, con qualche preoccupazione – il commento del presidente Amp, Michele Corrado – rimane lo scoglio dei confini sul quale ci sarà molto da lavorare. Resta fermo l’obiettivo della difesa dell’ecosistema. Le aree contigue sono rilevanti, ma ci sono buone opportunità. Ogni attore deve vigilare». Per Corrado forse un anno è un tempo un po’ ristretto per mettere d’accordo tutte le comunità del parco, ma è ottimista.

In quest’ottica il ruolo dei sindaci si trasforma da ausiliario a fondamentale. Il Cda della comunità sarà formato da 4 rappresentanti della Comunità del parco (i sindaci), uno del Ministero dell’Ambiente, uno dell’Agricoltura, uno dell’Ispra, uno delle associazioni ambientaliste. Il presidente sarà scelto da Regione e Ministero. La rappresentatività resta territoriale e per agevolare la partenza ci si avvalora delle risorse attuali (in sala il direttore del parco terrestre Alberto Girani e quello di Amp: Giorgio Fanciulli). Con le risorse in più si penserà anche al personale attuale, così come all’ipotesi dell’istituzione del corpo dei carabinieri forestali, ferma restando l’importanza di mantenere un organo snello. Caleo in chiusura ha lanciato l’invito per riunire al tavolo di Camogli il ministro Galletti il presidente regionale Toti, così da mantenere l’input positivo a cui si è dato avvio.