Una bella vignetta, che rappresenta due tifosi di Genoa e Sampdoria abbracciati a “colmare il vuoto” lasciato dal ponte Morandi gira ormai da giorni in rete, con indiscutibile successo. Disegnata da Gokcene Eke, disegnatore di origini turche che vive a Brescia, rappresenta simbolicamente – nel suo piccolo – la società genovese che supera ogni triviale differenza per unirsi e risollevarsi insieme. E sarebbe finita lì, non sarebbe una notizia, non fosse che vi è chi in rete – dove il senso della misura, del contesto e dell’appropriatezza raramente è ben compreso – ha preso a chiedere venisse usata come immagine “ufficiale” da “indossare” sui propri profili Facebook durante i funerali di Stato che si terranno oggi. E allora è cominciata la polemica, e qualcuno ha proposto, editandola, una versione alternativa: dove rappresentati sono i soccorritori. Perché, infatti, limitare la rappresentazione dell’unità civile di una Genova ferita ma che intende rialzarsi all’iconografia del solo – oggettivamente  frivolo – gioco del calcio? Si usi dunque piuttosto quella, oggi, chiedono quindi i critici. Ma non è rappresentativa di Genova, i soccorritori sono “generici”, replicano i primi. E via di reaction “grrr”, discussioni ed anche vere e proprie liti. E intanto sfilano le bare.

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Non sapremmo dire chi abbia più o meno ragione, sempre che qualcuno la abbia. Ci chiediamo solo una cosa: davvero, nel giorno del lutto nazionale, dell’ultimo viaggio di tante salme, il problema di cui discutere è quale abito virtuale indossare per l’occasione sul nostro profilo social? Quando poi, magari, puntiamo il dito indignati verso la passerella dei politici “sciacalli”, mentre contiamo quanti “mi piace” sta prendendo nel frattempo il nostro scintillante abito a lutto? A volte, un bel tacer non fu mai scritto.