Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar: ingiustificata la deroga dell’assessore Mai, non si potranno cacciare gli storni.

No alla deroga sulla caccia agli storni, esultano gli animalisti

Il Consiglio di Stato ha respinto, ieri, l’istanza di sospensione dell’ordinanza del Tar che, già il 22 settembre scorso, aveva de facto posto uno stop all’attività venatoria nei confronti degli storni. Come prevedibile, e come riporta anche il Secolo XIX sulle sue pagine, tale decisione da parte del tribunale amministrativo è considerata una vittoria per gli animalisti, che denunciano come la caccia allo storno sia figlia di goffi e strumentali ordinanze della Regione volte a favorire i cacciatori.

La delibera dell’assessore all’Ambiente Stefano Mai, che consentiva la caccia in deroga agli storni, prevedeva la possibilità di uccidere in Liguria 10mila esemplari, per ogni cacciatore l’autorizzazione era per una quota di dieci esemplari al giorno. L’assessore Mai aveva giustificato la deroga come necessaria per tutelare la coltivazione degli olivi, interpretazione che già il Tar il 22 settembre aveva rigettato. La caccia allo storno, dunque, in Liguria così come in Italia, resta chiusa, e – visto che il periodo venatorio si chiude il 15 dicembre – non sembra a prescindere esservi il tempo per qualsiasi altra eventuale misura o ricorso che possa sovvertire tale decisione.

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Erano stati 632 i cacciatori ad aver fatto domanda per approfittare della deroga e poter cacciare lo storno: ma per il Tar, ed ora il Consiglio di Stato, l’entità del presunto danno causato agli olivi, secondo le stime, risulta essere molto inferiore all’uno per mille della produzione, ed è stato definito “trascurabile” dalla sentenza dei tribunali amministrativi.

Animalisti e Regione Liguria restano in battaglia aperta su molti fronti da quando è salita la Giunta Toti: ricca di esponenti della Lega Nord, fra cui lo stesso assessore Stefano Mai, la Lega è tradizionalmente vicina alle istanze territoriali di agricoltori e cacciatori, il che la pone spesso agli antipodi delle sensibilità animaliste.