Concorso letterario dell’Ordine Forense di Genova: nella sezione detenuti, novità introdotta proprio quest’anno, si distinguono due nomi ben noti nel Levante, Claudio Borgarelli e Antonio Rodà.

Borgarelli e Rodà, penne dietro le sbarre

Ne uccide più la penna che la spada, dice il proverbio, ma nel caso di Claudio Borgarelli, detenuto a Marassi per l’omicidio dello zio Albano Crocco, ucciso con una fucilata alla schiena e poi decapitato nei boschi di Lumarzo, il detto non si applica. Come rende noto il Secolo XIX di stamani, Borgarelli, condannato a trent’anni, si è aggiudicato il concorso letterario dell’Ordine Forense di Genova, con un racconto – “La Scoperta” – che lo vede voce narrante e protagonista, alla ricerca di qualcosa proprio in un bosco come quello di Cravasco dove si è consumato il delitto.

Ma quello di Borgarelli non è l’unico volto tristemente noto alla cronaca levantina ad essersi distinto nel concorso: a vincere la sezione poesia, con il brano “Nonno Antonio” è stato Antonio Rodà, condannato a 14 anni e 8 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazione della ‘Ndrangheta a Lavagna.

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Ai due detenuti vincitori saranno consegnati in premio dei diplomi di merito e dei generi di conforto.