A 40 giorni dalla mareggiata, la situazione è più delicata di quanto possa apparire. È quanto denuncia il sindaco Carlo Bagnasco dalla poppa del Pomi One, una delle imbarcazioni simbolo del disastro adagiata sulla scogliera del castello.

La denuncia: “Il sistema così non funziona, non possiamo essere sindaci a intermittenza”

“Non sono qui per fare una denuncia politica al Governo, credo che gli enti sovraordinati ci stiano dando un grande supporto, così come la Capitaneria di Porto di Rapallo e di Genova – afferma -. Però il sistema così non funziona: non possiamo essere sindaci a intermittenza che ricevono da un lato tutte le giuste e comprensibili lamentele ma che dall’altro non hanno gli strumenti per affrontare le situazioni”.

L’appello: Nominate i sindaci commissari per l’emergenza

La richiesta di Bagnasco è di poter avere maggiori poteri per gestire l’emergenza: “Il mio è un appello a favore di tutti i sindaci che come me si trovano in questa situazione. Nominateci commissari ad acta almeno per un mese! Per quanto mi riguarda sono disposto ad assumermi tutte le responsabilità delle operazioni di rimozione delle barche che devono essere rimosse in tempi rapidi – prosegue – Non possiamo rimanere impantanati in mezzo al festival delle assicurazioni, come titola in questi giorni anche la stampa nazionale. Non dico che le parti coinvolte non facciano nulla, anzi, tutti si stanno dando da fare, ma dobbiamo dare risposte concrete e in tempi brevi o rischiamo di ritrovarci nelle stesse condizioni anche a stagione inoltrata”.

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Balneari: “Non chiediamo soldi, ma tempo”

Tra le tematiche più stringenti, anche il problema legato alla ricostruzione degli stabilimenti balneari. “Credo che siamo l’unica categoria che non chiede soldi – spiega il presidente dei balneari rapallesi Alessandro Cuore insieme a Vittoria Ratto – Chiediamo solo di avere tempo”. Tradotto: una proroga delle concessioni demaniali, per avere il tempo di rientrare degli investimenti necessari al ripristino delle strutture. “Possiamo attendere fin dopo le feste  – aggiunge Ratto – ma senza proroga abbiamo le mani legato, poiché le banche non ci erogano i mutui”.