Chiavari, una palestra in via dei Devoto che rischia la chiusura dopo pochi mesi, per via, a detta dei vicini, dei troppi rumori.

“Siamo senza parole”

E’ la storia di Vincenzo Scaramozzino, 52 anni, che al civico 22, di una traversa di Circonvallazione, ha aperto lo scorso settembre la palestra “Muay-Boran”.

Non si tratta di una palestra come tutte le altre. Vincenzo qui organizza corsi di arti marziali di diversi generi (dal Muay Thai all’autodifesa personale) destinati soprattutto ai giovanissimi:

“Il mio desiderio è formare i ragazzi non solo dal punto di vista tecnico ma anche comportamentale, insegnando il rispetto per il prossimo e l’educazione”.

Sotto la palestra, a pochi metri, è presente un’altra attività commerciale:

“Dal giorno dell’apertura ad oggi ricevo continue lamentele dal vicinato per il rumore che giungerebbe dalla mia palestra. Loro affermano che la situazione è insostenibile. Da subito, ho dovuto investire soldi e tempo per venire incontro a questi problemi: ho avviato le pratiche con il Comune e incontrerò prossimamente il sindaco Marco Di Capua, per parlare dei problemi che si sono riscontrati”.

Vincenzo ha dunque provveduto a sistemare il pavimento della palestra mettendo del materiale fono assorbente per arrecare meno disturbo possibile a chi lavora e abita vicino. Ma le lamentele persistono ancora oggi. Con i vicini che, in qualche occasione, sono entrati in palestra disturbando il regolare svolgimento delle lezioni per protestare vivacemente:

“Pochi mesi fa una vicina è entrata durante le lezioni interrompendole. Io sono partito con questa attività con tutte le buone intenzioni del mondo, per esprimerla al meglio, investendo tempo e denaro. Ed ora mi ritrovo anche per il nervoso e le discussioni con dei problemi di salute”.

Vincenzo, quindi, nonostante gli sforzi e le spese sta subendo gravi danni economici poiché molti ragazzi hanno deciso di non frequentare più la struttura per i problemi sollevati dai vicini. Dalla vicenda è scaturita una denuncia per disturbo alla quiete pubblica ed un contro esposto di Vincenzo ai Carabinieri di Chiavari.

“Sono sempre stato un appassionato di sport e come tanti genitori trasmetto ai miei figli la stessa passione. Scopo della palestra è permettere ai giovani di esercitare attività sportiva tenendo i ragazzi nel tempo libero in questa attività che è anche educativa. La palestra è nata senza scopo di lucro guardano al sociale, con l’intento di dare svago e educazione ai giovani del futuro. Spero che questo mio impegno e sacrificio serva da esempio a tutti coloro che frequenteranno questa palestra che è il vero scopo del mio lavoro”.