Dal 2 al 16 dicembre torna al Teatro Carlo Felice di Genova l’Aida, la grandiosa opera di Giuseppe Verdi. Una storia d’amore struggente ed avvincente fra Radamès ed Aida, lui capo delle guardie egizie, lei schiava etiope. Nell’occasione, racconta il Secolo XIX di quest’oggi, il Carlo Felice avrebbe scritturato una quindicina di migranti, che in qualità di comparse interpreteranno proprio guerrieri africani: del resto, chi meglio di loro? Fra questi c’è anche un ragazzo richiedente asilo ospitato al Cas di Recco, Frank Amoah originario del Gambia. E la notizia – fra cui anche quella indiscutibilmente bella che il Carlo Felice riesca a continuare a mettere in scena opere grandiose come questa malgrado le difficoltà di questi anni – dovrebbe concludersi qui: ma alla Lega, o per lo meno al suo capogruppo in consiglio regionale Franco Senarega la cosa non va giù.

Franco Senarega

«Conosco tanti che cercano di lavorare nei teatri italiani e non ci riescono – dichiara Senarega – Sono stati assunti per fare le comparse 15 migranti lasciando a casa 15 italiani disoccupati». Poi, il colpo di genio, per trovare un senso (?) al proverbiale adagio leghista del “prima gli italiani” applicato persino all’interpretazione di personaggi africani: «Non credo che il Carlo Felice avrebbe avuto difficoltà ad acquistare del cerone nero».