A Barbagelata il termometro è sceso persino a – 14 gradi, questo la dice lunga sulla morsa di gelo che in settimana si è abbattuta su tutta la vallata.

Gelo in Fontanabuona, fra disagi e pericoli più duraturi per l’agricoltura

Dopo il freddo è giunta persino la neve che giovedì ha imbiancato la Fontanabuona. Un freddo pungente che ha causato non pochi disagi, soprattutto nelle frazioni collinari dove alla notte il termometro è sceso di molti gradi. Caloriferi e stufe a stecca per far fronte ad un’emergenza assai rara a fine di febbraio e primi di marzo.Tubi dell’acqua ghiacciati, qualche macchina in panne, ma tutto sommato nessun grave inconveniente. I fontanini sono gente prudente, sanno come comportarsi. I disagi maggiori giovedì quando la neve ha fatto la sua comparsa, l’allerta nivologico arancione diramato dalla protezione civile ha fatto si che le scuole fossero chiuse. I Comuni si sono adoperati nel spargere il sale sulle strade di competenza mentre alla Città Metropolitana di Genova è spettato il compito di occuparsi delle arterie provinciali.

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I maggiori rischi sono per le colture e alberi da frutto, il perdurare del freddo potrebbe causare guai seri. A fare il punto Paolo Corsiglia vicepresidente provinciale di Coldiretti con azienda a Pezzonasca (Moconesi): «Solo tra qualche giorno potremo stabilire la reale entità dei danni causati dal freddo soprattutto agli ortaggi, in modo particolare fave e piselli, intanto bisogna mettere in conto i costi sostenuti da vivaisti e floricoltori  costretti a tenere costantemente riscaldate le serre onde evitare gelate».  A preoccupare infatti non è la neve di cui si conoscono i benefici per l’agricoltura, ma il freddo pungente che nei giorni scorsi non ha dato tregua.