Banchetto medievale

Accademia del Turismo di Lavagna, un viaggio nel passato attraverso il Banchetto Medievale

Gli studenti della seconda classe celebrano la tradizione culinaria ligure medievale con un evento ricco di storia, sapori e formazione professionale

Accademia del Turismo di Lavagna, un viaggio nel passato attraverso il Banchetto Medievale

L’Accademia del Turismo di Lavagna ha ricreato un’atmosfera suggestiva dei cosiddetti “secoli bui” con l’evento “Il Banchetto Medievale”. Gli studenti della classe seconda dell’operatore della ristorazione, al termine di un percorso di studi che include storia dell’alimentazione e del turismo, hanno curato ogni dettaglio per offrire un’esperienza immersiva tra gastronomia e cultura.

Un progetto che unisce formazione e storia

Il progetto nasce dall’intento di coniugare l’aspetto pratico della formazione con la ricerca storica, consentendo agli studenti di approfondire l’evoluzione della cucina e dell’ospitalità. Dalle influenze barbariche nel consumo di carni e lardo, alla raffinatezza araba nell’uso di agrumi e spezie, fino all’importanza dei monasteri nella produzione della birra e nella conservazione delle tecniche agricole.
Il banchetto ha rappresentato non solo un pranzo ma una vera e propria performance ispirata ai trattati e ricettari dell’Alto Medioevo. Gli ospiti sono stati accolti in un’atmosfera medievale, con saluti da parte dei Messeri e delle Madame e serviti con caramelle di zenzero e vino Ippocrasso. Durante l’evento, gli allievi hanno intrattenuto gli ospiti con scenette e orazioni sulle peculiarità dell’igiene, della medicina e dell’arte culinaria dell’epoca, trasformando il banchetto in un’esperienza dinamica e istruttiva.

“Questo banchetto rappresenta l’essenza del nostro metodo formativo – commenta Stefania Simonetti, Maitre dell’Accademia del Turismo – dove la tecnica professionale si fonde con la cultura e la conoscenza delle radici del nostro settore. Vedere i ragazzi muoversi con competenza tra salse alla saracena e servizi dal rigore della tradizione passata è la prova della loro crescita come futuri professionisti dell’accoglienza. La riuscita dell’evento è stata possibile grazie alla preziosa collaborazione con realtà locali che condividono la passione per la storia e la cultura. Un ringraziamento speciale va alla famiglia Dasso e al gruppo storico “Le Gratie d’Amore”, nella persona di Marco Raffa, per aver fornito gli splendidi abiti d’epoca e le stoviglie fedelmente ricostruite, elementi fondamentali che hanno reso l’atmosfera autentica e suggestiva.”

“Indossare gli abiti d’epoca e curare una mise en place così ricca di simbologia, dove anche il modo di usare le dita o di pulire il calice comune seguiva un rigido cerimoniale, mi ha permesso di vivere l’accoglienza non solo come un servizio, ma come una vera e propria narrazione storica condivisa con l’ospite.” racconta Cecilia Camisa, allieva di sala e bar.

Un menù che racconta il territorio

Il menù presentato dagli allievi è un’accurata ricostruzione delle eccellenze gastronomiche locali, dove il rigore storico si sposa con la qualità delle materie prime. Tra le portate spicca l’Hippocras Commendae, il famoso vino speziato e dolcificato con miele, tradizionalmente servito a fine pasto per le sue virtù digestive e il suo inconfondibile aroma di cannella e zenzero. Accanto, è stato servito il Bianco di Coronata, un’eccellenza locale che già nel Medioevo era presente sulle tavole nobiliari. Non è mancata la Birra della Monaca, creata in memoria della benedettina Ildegarda di Bingen. Il percorso gastronomico si è snodato tra zuppe di legumi e cereali, fondamentali nell’alimentazione medievale, accompagnate da una selezione di pani di segale e frumento. Per concludere in dolcezza, gli ospiti hanno potuto assaporare il Biancomangiare, un dessert a base di mandorle e latte, simbolo di purezza e prestigio, che ha suggellato un’esperienza conviviale indimenticabile.

“È stato affascinante riscoprire l’antica teoria dello ‘stomaco come forno’ dalla scuola medica salernitana e tradurla in piatti concreti: preparare il Biancomangiare e bilanciare ingredienti e spezie mi ha fatto capire quanto la nostra cucina affondi le radici in una sapienza millenaria che ancora oggi stupisce per equilibrio e sapore.” confida Carla di Pasquale, allieva di cucina.