Si arricchisce con un nuovo master “bocconiano”, conseguito martedì 19 febbraio, la carriera del segretario generale del Comune di Chiavari Concetta Orlando.

Il personaggio

Nata a Palmi (Reggio Calabria) il 12 maggio 1968, la professionista si è laureata all’Università di Messina in giurisprudenza con 110 e lode. Dopo aver vinto il concorso nazionale da segretario comunale, la prima esperienza è stata nel 1997 nel comune di Paesana (Cuneo). Poi a Refreddo e Martiniana Po fino al 2004, nel 2005 a Saluzzo, nel 2010 a Lavagna, e a Sanremo dal 2013 al 2017, prima di approdare a Palazzo Bianco.

Come ha affrontato questa “fatica”?

“E’ stato un master all’avanguardia dove si è analizzato il mondo della pubblica amministrazione, che è in continuo movimento, con l’intento di formare i manager di domani. Diciamo che mi hanno fornito una cassetta degli attrezzi, delle chiavi di lettura dei fenomeni organizzativi”.

Che strumenti ha un buon “manager” all’interno del Comune?

“Strumenti giuridici, ma soprattutto dei parametri. Poi una buona conoscenza della teoria, sapere di cosa si sta parlando”.

Nella tesina presentata all’Executive Master di direzione aziendale e cultura manageriale, ha discusso il piano dei fabbisogni del Comune di Chiavari.

“Ho analizzato uno studio dell’ente e una ricerca di pregi e difetti del Comune. Chiavari ha grandi potenzialità, è una città turistica con altissima qualità della vita da salvaguardare. Tra le emergenze vedo l’attenzione al dissesto che sono comunque nell’agenda politica”.

Come deve lavorare la “macchina”?

“Dobbiamo orientare e coinvolgere le professionalità nel conseguimento degli obiettivi. Rispetto a un’azienda, lavorare nel settore pubblico è più complesso: tutto sta nell’interesse pubblico e non nel particolare. E’ qui che nasce la visione globale della città. Il politico quando si candida è sensibile a questo, poi talvolta, quando entra a Palazzo, viene fagocitato dalla macchina. Non deve perdere di vista la città”.

Quali obiettivi ha per Chiavari?

“L’amministrazione mi ha chiesto di sburocratizzare rendendo più efficiente l’ente. All’interno del Comune c’è buon capitale umano su cui immetteremo nuove risorse. In passato non c’è stata formazione adeguata ed un aggiornamento continuo fatto da tutti i dipendenti. Si deve pianificare anche questo”.

In più di un anno di lavoro quali innovazioni ha portato a Palazzo?

“Tutte volute insieme ai dipendenti, dalla digitalizzazione delle delibere al nuovo portale per la trasparenza”.

Durante la sua esperienza a Sanremo, lo scandalo dei “furbetti del cartellino”: è stato un onore ed un onere guidare il Comune in quella vicenda?

“Sì. Posso dire che è stata la cosa più faticosa della mia carriera. Con le mie collaboratrici abbiamo scalato una montagna che mai avremo immaginato di scalare così rapidamente in un contesto difficilissimo, tra soggetti accusati di assenteismo difesi da 2/3 avvocati e politici con atteggiamenti ondivaghi”.

Come si combatte il malcostume e la corruzione?

“Con l’organizzazione. Perchè è nella disorganizzazione che si annida l’illegalità ed è lì che si inserisce il corrotto”.