Si è trasformata immediatamente in un caso politico la vicenda dei 7 giovani migranti cancellati dall’Anagrafe di Rapallo per non aver presentato il rinnovo del permesso di soggiorno nonostante i ripetuti solleciti.

La Lega chiede venga applicato il decreto Salvini

Primo a puntare il dito, il consigliere regionale leghista Alessandro Puggioni che ha invocato l’immediata applicazione del decreto Salvini che impedirebbe una loro nuova iscrizione all’anagrafe comunale. Dei sette ragazzi, sei sono stabilmente impiegati sul territorio, ma questo non basta a chiudere la vicenda. Con il decreto vigente, appare quantomai complicato trovare un escamotage per concedergli nuovamente la residenza a Rapallo, presso la struttura delle suore Orsoline, lungo la via Aurelia, di cui sono ospiti da oltre due anni.

“Pare opportuno specificare che, a seguito di debiti approfondimenti, le motivazioni che hanno concorso a creare questa spiacevole situazione non siano attribuibili alla disattenzione degli operatori – ha dichiarato il direttore della Fondazione Migrantes della Diocesi di Chiavari, don Beppe Culoma – È desiderio delle nostre organizzazioni avere un ulteriore approfondimento con gli uffici comunali per poter condividere i dati in nostro possesso e ricercare insieme una soluzione alle criticità che si sono generate”.

“I sette migranti non devono diventare oggetto di speculazione politica per scopi elettorali – tuonano da Libera Rapallo e Rapallo Civica – Ricordiamo a tutti di cosa si tratta: è un progetto di accoglienza e inclusione sociale promosso dalle Parrocchie, dove il Comune di Rapallo risulta parte attiva grazie all’interessamento della Ripartizione Servizi Sociali.

Pensare che un progetto di integrazione nella nostra società con un programma di accoglienza e formazione/tutoraggio, possa venire interrotto per una mera negligenza, non ascrivibile ai 7 ragazzi, le cui responsabilità vanno invece suddivise tra Curia, Parrocchia e Comune, ci sembra paradossale. Visto le mancate risposte alle comunicazioni inviate dal Comune, sarebbe stata sufficiente una telefonata a Don Culoma, amico di molti amministratori dell’attuale maggioranza, per risolvere positivamente la situazione. Il nostro timore è che questa vicenda sia stata creata ad arte, sacrificando questo modello di accoglienza, per sancire definitivamente l’alleanza locale tra la Lega e le liste che si riconducono a Forza Italia”.