Il fondo per il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata raggiunge i 700mila euro per il 2026. Questa decisione è stata presa dal Consiglio regionale, che ha approvato un emendamento al disegno di legge n. 115 “Assestamento al bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2026-2028 e variazione”, proposto dal Pd e sostenuto da tutti i gruppi di minoranza.
L’emendamento, approvato all’unanimità durante la seduta odierna dedicata al rendiconto generale 2025 e all’assestamento del bilancio, incrementa di 100mila euro il fondo regionale destinato agli enti locali liguri. Questi fondi saranno utilizzati per ristrutturare e riqualificare gli immobili confiscati o per trasformarli in spazi a fini sociali, pubblici o istituzionali.
La legge regionale 7/2012 prevede che la Regione contribuisca al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata attraverso finanziamenti agli enti locali. Nel 2025 non erano previsti contributi, mentre per il 2026 il fondo è stato ripristinato.
Dichiarazioni significative
Andrea Orlando, presidente della VI Commissione Antimafia del Consiglio regionale, ha commentato:
«È un’esigenza che esiste da tempo, necessaria per aiutare i Comuni nella gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità. L’approvazione di questo emendamento è un risultato importante, sia amministrativamente che simbolicamente: rappresenta un impegno concreto per sostenere i Comuni e rafforzare i presidi di legalità, trasformando beni sottratti alle mafie in patrimonio per la collettività».
«Il contrasto alle mafie – ha aggiunto Veronica Russo, vice presidente della VI Commissione – dipende anche dalla capacità delle istituzioni di restituire questi beni alle comunità. Ogni intervento volto a rafforzare gli strumenti per il recupero e il riutilizzo sociale è positivo. Come vicepresidente della Commissione Antimafia, ho sempre sostenuto l’importanza di garantire continuità ai finanziamenti previsti dalla legge regionale. Non dovrebbero esserci divisioni politiche su questi temi: trasformare un bene sottratto alle mafie in uno spazio a servizio dei cittadini afferma concretamente la presenza dello Stato e la cultura della legalità».
