Iniziativa avviata

Regione Liguria: parte “Nidi estivi 2026”

Ferro e Nicolò: «500mila euro dalla Regione per sostenere famiglie e servizi educativi»

Regione Liguria: parte “Nidi estivi 2026”

Inizia la decima edizione del programma regionale “Nidi estivi 2026”, che prevede un finanziamento di 500mila euro destinati ai Comuni con servizi per bambini dai 3 ai 36 mesi. L’obiettivo è garantire l’apertura di tali servizi per almeno due settimane consecutive nei mesi di luglio e agosto 2026.

Dettagli dell’iniziativa

Il provvedimento coinvolge 248 servizi per la prima infanzia, pubblici e privati, e rappresenta un’importante azione delle politiche regionali a favore della famiglia e della conciliazione tra vita lavorativa e familiare. La Regione conferma così il suo impegno nell’investire in servizi educativi di qualità anche durante il periodo estivo.

«Questa misura segue i risultati molto positivi ottenuti nell’edizione 2025, con l’adesione di 91 Comuni liguri, pari a circa il 39% del totale regionale. Sono stati aperti 234 servizi a luglio e 117 ad agosto, offrendo oltre 9.300 posti alle famiglie» – affermano il vicepresidente della Regione Liguria, Simona Ferro, e l’assessore regionale alla Sanità e Politiche sociosanitarie, Massimo Nicolò – «Questa esperienza ha dimostrato quanto questi servizi siano diventati un punto di riferimento per migliaia di genitori che cercano di bilanciare lavoro e cura dei figli durante l’estate».

Per l’estate 2026, le programmazioni dei territori confermano un’ampia partecipazione: i 248 servizi per la prima infanzia, con 109 pubblici e 139 privati, garantiranno oltre 6.200 posti disponibili a luglio e circa 2.600 ad agosto.

«Con la decima edizione dei Nidi Estivi – dichiarano Ferro e Nicolò – continuiamo a investire in una misura che ha dimostrato la propria efficacia nel tempo. Sostenere l’apertura dei servizi educativi in estate significa rispondere concretamente alle necessità delle famiglie, garantire continuità educativa ai bambini e supportare l’occupazione, in particolare quella femminile. È una scelta politica che valorizza la famiglia e riconosce l’importanza dei servizi per la prima infanzia per la crescita sociale ed economica della comunità».

I contributi saranno distribuiti tra i Comuni capofila degli Ambiti Territoriali Sociali, seguendo criteri oggettivi che considerano il numero di posti offerti, i giorni di apertura e le ore di funzionamento dei servizi. I Comuni, a loro volta, trasferiranno le risorse ai gestori pubblici e privati aderenti, in base alle esigenze delle famiglie e alle disponibilità dei servizi sul territorio.

Questo intervento si integra con altre misure attivate dalla Regione Liguria per facilitare l’accesso ai servizi educativi e supportare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L’obiettivo è costruire una rete di servizi che garantisca opportunità educative di qualità per i bambini e fornisca alle famiglie strumenti concreti per affrontare le sfide quotidiane.