Criminalità in Liguria

Liguria, epicentro della criminalità organizzata

È quanto emerso dalla tavola rotonda "Mafie in Liguria tra memoria, prevenzione e contrasto", svolta a Genova per il 34° anniversario della strage di Via D'Amelio.

Liguria, epicentro della criminalità organizzata
La Liguria si conferma come un punto strategico nella lotta alla criminalità organizzata. A ribadire questa realtà sono stati l’onorevole Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia, e Andrea Orlando, presidente della VI Commissione antimafia del Consiglio regionale, durante la tavola rotonda “Mafie in Liguria tra memoria, prevenzione e contrasto: il lavoro delle istituzioni”.
L’evento, organizzato dall’Assemblea legislativa della Liguria, si è tenuto ieri, venerdì 16 luglio 2026, a Genova, per commemorare il 34° anniversario della strage di Via D’Amelio, che costò la vita al magistrato Paolo Borsellino e a cinque agenti della scorta.

Liguria, fulcro della criminalità organizzata

“Le mafie si combattono con il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, ma anche con istituzioni unite, trasparenti e vicine ai cittadini – ha affermato il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari. In memoria di Paolo Borsellino e di tutte le vittime innocenti delle mafie, rinnoviamo l’impegno affinché la Liguria continui a essere un territorio capace di riconoscere e contrastare ogni forma di infiltrazione criminale, poiché la legalità è il fondamento della libertà, dello sviluppo e della democrazia”.

Balleari e Piacente

“La Liguria si conferma un nodo strategico per la criminalità organizzata – ha evidenziato Andrea Orlando, presidente della VI Commissione Antimafia del Consiglio regionale – operativa in modo permanente da sei anni. Questa situazione deriva dalla sua posizione geografica, dal sistema portuale e dalle risorse mobilitate con investimenti pubblici, il Pnrr e le grandi opere. Per contrastare il rischio legato all’utilizzo distorto delle risorse pubbliche, è necessario prendere decisioni chiare, rafforzando i controlli sugli appalti, la trasparenza nei rapporti tra settore pubblico e privato, e investendo su banche dati, protocolli di legalità e interdittive”.

La Liguria si distingue per il traffico internazionale di cocaina, con il più alto numero di sequestri nel Nord Italia, pari al 18,2%. I porti liguri sono considerati nodi cruciali per il narcotraffico proveniente dal Sud America.

La regione ha anche registrato il sequestro più significativo del Nord Italia, il Sequestro Canfarotta, che ha interessato oltre 100 immobili nel centro storico di Genova. Attualmente, sono 457 i beni confiscati – tra immobili e attività commerciali – secondo l’Agenzia Nazionale (Anbsc) (dato 2024). Di questi, 206 sono stati recuperati e restituiti alla collettività nel 2024, un incremento rispetto ai 169 del 2023.

Chiara Colosimo

Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, ha sottolineato l’importanza della Commissione Antimafia, una delle poche in Italia a operare in modo permanente:

“Non abbiamo lavorato solo all’interno delle istituzioni, ma ci siamo recati nelle prefetture di Genova, La Spezia, Savona e Imperia per ascoltare direttamente le testimonianze sul fenomeno”. Ha aggiunto: “La Liguria non è una periferia del problema mafioso, ma un fronte avanzato, data la sua posizione vicina alla frontiera con la Francia e la porta sul Mare del Nord Italia”. Colosimo ha anche annunciato l’approvazione unanime, da parte del Senato, della legge “Liberi di scegliere”, che protegge le mogli, compagne e figli di boss che decidono di interrompere i legami con la criminalità organizzata.

Veronica Russo

Veronica Russo, vice presidente della VI Commissione, ha poi dichiarato:

“Ricordare oggi Borsellino significa trasformare la memoria in responsabilità e in azione concreta. È cruciale rafforzare il presidio istituzionale attraverso la prevenzione, la trasparenza amministrativa e la collaborazione a tutti i livelli dello Stato. La risposta alle infiltrazioni mafiose deve basarsi su una rete forte tra istituzioni, enti locali, scuole, associazioni e cittadini”.

Nicola Piacente, capo della Procura della Repubblica di Genova, ha evidenziato aspetti emersi dalle recenti indagini sulla criminalità organizzata, in particolare riguardo al traffico di droga:

“Nei porti c’è una sorta di delocalizzazione delle attività e delle mansioni. I gruppi hanno diversi compiti”. Piacente ha fornito alcuni dati per evidenziare l’importanza del fenomeno: “Negli ultimi sei mesi sono state sequestrate oltre 3 tonnellate di cocaina. Credere che ci sia un’unica regia è un approccio obsoleto. Il traffico di stupefacenti è un collante potente che consente alle organizzazioni di trovare un equilibrio. La sfida è rendere ancora più efficace l’attività di contrasto per quanto riguarda lo sbarco”.

Orlando

I dati delle commissioni antimafie

  • Narcotraffico e sequestri di droga

La Liguria rappresenta il 18,2% degli eventi portuali di sequestro a livello nazionale, il dato più alto nel Nord Italia. I porti liguri sono considerati nodi nevralgici internazionali per il traffico di cocaina dal Sud America. Sequestri:
445 kg di cocaina sequestrati a Genova (7 febbraio 2022)
412 kg di cocaina sequestrati a La Spezia (gennaio 2022)
968 kg di cocaina sequestrati a Vado Ligure (17 gennaio 2023)
116 kg di cocaina sequestrati a Vado Ligure (marzo 2024)

  • Beni confiscati alla criminalità organizzata

457 beni totali: numero complessivo di beni confiscati (tra immobili e aziende) in Liguria registrato dall’Agenzia Nazionale (ANBSC) al 2024 (erano 444 nel 2023).

206 beni destinati: immobili/aziende già oggetto di effettivo recupero e restituzione alla collettività nel 2024 (in forte crescita rispetto ai 169 del 2023).

44 beni recuperati a fini sociali grazie al primo stanziamento economico del Fondo Strategico Regionale (attivato tra il 2020 e il 2022), a cui sono seguiti altri 8 interventi finanziati nel secondo turno.

La Liguria detiene il primato della confisca “unitaria” più rilevante di tutto il Nord Italia, rappresentata dal Sequestro Canfarotta, che conta oltre 100 immobili nel solo centro storico di Genova.

  • Prevenzione amministrativa

Attività di controllo dei gruppi interforze e delle prefetture contro le infiltrazioni nei cantieri e negli appalti privati/pubblici:

17 informazioni antimafia interdittiva emanate dalla Prefettura di Genova nel triennio 2022-2024, che hanno colpito principalmente imprese nei settori dell’edilizia e dell’autotrasporto per conto terzi.

1 interdittiva antimafia emanata dalla Prefettura di Savona (nel triennio 2023-2025) a cui si legano 10 accessi ispettivi ai cantieri.

  • 4 accessi ispettivi programmati dalla Prefettura della Spezia tra il 2024 e il 2025.
  • 4 Protocolli di legalità operativi a Genova per il monitoraggio delle grandi opere strategiche (Terzo Valico dal 2012, Nuova Diga Foranea dal 2022, Cantiere Portuale di Sestri Ponente dal 2022, Tunnel Subportuale dal 2024), a cui si aggiungono i 3 protocolli stipulati a La Spezia con ANAS per la Variante Aurelia, uno per la ciclovia tirrenica e uno per il sistema portuale spezzino.

Altri dati

  • 17 vicende giudiziarie di particolare rilevanza (tra ordinanze di custodia, sequestri e sentenze) documentate in Liguria nella sola relazione DIA al Parlamento del 2024, a testimonianza della pervasività del fenomeno nell’economia legale (reati finanziari, corruzione elettorale, usura).
  • 3 Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose nella storia recente della regione: Ventimiglia, Bordighera e Lavagna.
  • 5 anni di operatività permanente della Commissione Antimafia ligure (istituita stabilmente a maggio 2019).

 

(Fonte: Commissione Antimafia del Consiglio Regionale della Liguria)