Una grande famiglia si è riunita attorno alle proprie radici per guardare al futuro. Il Villaggio del Ragazzo ha celebrato oggi il ventesimo anniversario della scomparsa del suo fondatore, don Nando Negri, in un anno che segna anche l’ottantesimo anniversario della nascita dell’Opera. Ospite d’onore è stato il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, accolto dal vescovo di Chiavari monsignor Giampio Devasini, dal presidente dell’Opera Diocesana Madonna dei Bambini don Paolo Zanandreis e da una nutrita rappresentanza della comunità civile ed ecclesiale. Presenti anche numerose autorità locali e regionali, insieme a rappresentanti delle istituzioni, delle forze armate e dell’ordine, e del mondo del volontariato e dell’imprenditoria, a testimonianza del forte legame che unisce il Villaggio del Ragazzo al territorio.
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Una giornata densa di emozioni
Il cardinale Zuppi ha iniziato la sua visita al Centro Benedetto Acquarone, dove ha incontrato alcuni ospiti delle aree dedicate a persone con disabilità e anziani. Un momento semplice e autentico che ha permesso di conoscere da vicino il cuore dell’Opera.
Successivamente, il cardinale ha visitato il Centro di San Salvatore, esplorando spazi che rappresentano l’attualità dell’intuizione di don Nando. Ha incontrato studenti e formatori dell’area professionale e visitato la falegnameria, dove i ragazzi hanno realizzato un dono per lui, accompagnato da un cesto di prodotti de L’Agricola: simboli concreti dei frutti nati dagli insegnamenti del fondatore.
Il momento centrale della giornata è stata la celebrazione eucaristica negli spazi verdi del Centro di San Salvatore. Durante la conclusione, don Paolo Zanandreis ha ricordato come la storia del Villaggio del Ragazzo sia legata all’immagine evangelica del granello di senape: un piccolo seme che, crescendo, diventa un grande albero capace di offrire riparo.
«Molte persone oggi sono qui a commemorare un sacerdote non soltanto perché hanno trovato ascolto ai propri bisogni – ha sottolineato don Zanandreis – ma soprattutto perché in don Nando hanno trovato un padre. Una guida capace di accogliere, educare e indicare una strada. Il suo esempio continua a ricordarci quanto ci sia bisogno di pace, soprattutto per i giovani, e quanto il dono più grande che possiamo fare sia prenderci cura gli uni degli altri».
Il vescovo Giampio Devasini ha richiamato alcuni tratti significativi della personalità di don Nando:
«Docilità allo Spirito Santo, totale fiducia nella Provvidenza, amore filiale per la Chiesa, ascolto attento dei bisogni delle persone, tenacia e creatività. Mentre speriamo di vederlo presto dichiarato venerabile, vogliamo esprimergli la nostra gratitudine autentica, che deve tradursi in gesti concreti di cura e in pratiche quotidiane di prossimità».
Profondamente colpito dall’esperienza al Villaggio del Ragazzo, il cardinale Zuppi ha espresso sincera riconoscenza:
«Sono io che ringrazio per l’invito e per questa condivisione. Qui ho imparato a conoscere don Nando e ho trovato tanta speranza, tanta passione, tanta fede e tanta voglia di futuro. Questo è un grande insegnamento».
Rivolgendosi alle autorità presenti, in particolare ai sindaci del territorio, il cardinale ha sottolineato il valore della collaborazione tra comunità civile e comunità ecclesiale:
«La presenza delle istituzioni ci ricorda che la Chiesa vive nella città. Questo legame profondo con l’Opera di don Nando custodisce una storia preziosa e ci aiuta a guardare avanti. Non si tratta di spolverare fotografie del passato, ma di trovare radici capaci di generare nuovi frutti».
Un passaggio intenso è stato dedicato all’eredità spirituale del fondatore:
«Ringrazio don Nando a nome di tutta la Chiesa. L’amore non ha confini e non è mai geloso. Per lui accogliere una persona e restituirle piena dignità erano la stessa cosa. L’amore vede già ciò che può nascere e non si arrende alle difficoltà. È questo che continua a insegnarci oggi».
Al termine della celebrazione, tutti i partecipanti si sono ritrovati negli spazi de L’Agricola per un momento conviviale, curato dal reparto cucina del Villaggio del Ragazzo e dall’Accademia del Turismo di Lavagna, ulteriore testimonianza della vitalità delle attività educative e formative promosse dall’Opera.
Le parole conclusive del cardinale Zuppi hanno racchiuso il senso profondo dell’incontro: il Villaggio del Ragazzo è «fatto di tanti pezzi di un unico cuore». Un cuore che continua a battere grazie all’impegno quotidiano di educatori, operatori, volontari, benefattori e di tutte le persone che, seguendo l’esempio di don Nando Negri, trasformano la memoria in servizio, la gratitudine in cura e la speranza in futuro.