Nuovo piano per la sanità

Approvato il Piano Sanitario e Sociale Integrato della Liguria

Un progetto che supera la burocrazia, accompagnando il paziente a casa

Approvato il Piano Sanitario e Sociale Integrato della Liguria

La Giunta regionale ha approvato ieri, giovedì 2 luglio, il Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale (PSSIR) per il periodo 2026–2030. Questo documento rappresenta la prima programmazione strategica che porta avanti la riforma e l’istituzione dell’ATS Liguria, affrontando la crescente sfida demografica del Paese. Con il 29,2% della popolazione over 65, destinato a salire al 34% entro il 2036, la Liguria è la regione più anziana d’Italia, il che rende necessaria una riorganizzazione dei servizi centrata sulla persona.

Il Piano e il suo significato

Il Piano non si limita a elencare prestazioni, ma costituisce un patto per la comunità, frutto di un dialogo inclusivo con professionisti del settore sanitario, sociale, amministrativo e tecnico, Ordini professionali, sindacati, Terzo Settore, Comuni e ANCI Liguria. Questo documento è concepito affinché non solo gli operatori, ma anche i cittadini possano riconoscersi al suo interno.

“Con questo Piano, la Liguria decide di governare il proprio profilo demografico invece di subirlo – afferma l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò (nella foto). Il documento è stato elaborato insieme a chi opera nel sistema quotidianamente, perché un piano calato dall’alto non resiste alla prova dei fatti. L’obiettivo principale è che il cittadino, quando entra in contatto con il Sistema sanitario, trovi qualcuno che lo riconosce e lo accompagna, evitando di trovarsi di fronte a un labirinto.”

La riorganizzazione delineata dal Piano si estende a tutti i settori assistenziali: dall’emergenza-urgenza alle reti cliniche specialistiche, dalle Case della Comunità agli Ospedali di Comunità, fino alle Centrali Operative Territoriali e al domicilio, tutti connessi tramite la piattaforma IT-CURA e il Fascicolo Sanitario Elettronico. Per il cittadino ligure, si realizza così un unico sistema di cura, che si propone di riconoscere e soddisfare i bisogni non appena si presentano, garantendo un accompagnamento continuo durante il percorso di assistenza.
Il cittadino non dovrà più costruire autonomamente la propria rete di supporto, poiché il sistema garantirà la continuità nell’assistenza. La transizione tra ospedale e territorio diventa quindi un processo gestito e non un mero “scarico”; la gestione della cronicità e della non autosufficienza segue la persona a casa, mentre le tecnologie digitali, quando implementate, serviranno a prevedere i bisogni e a prevenire ricoveri non necessari, piuttosto che a sovraccaricare di adempimenti.”

Per garantire l’efficacia del patto, il Piano stabilisce per ogni obiettivo un responsabile, tempistiche e indicatori misurabili, con rendicontazione pubblica annuale alla II Commissione Consiliare Sanità. La trasparenza dei risultati sarà la misura della responsabilità verso le istituzioni, i cittadini e i lavoratori del sistema.